“Saremo migliaia”. Così Bologna si prepara allo sciopero globale delle donne

non una di meno bologna due giorni 4 5 febbraio
Bologna, 2 mar. – Si avvicina l’8 marzo e la città si prepara a gridare no alla violenza maschile sulle donne e a tutte le forme di violenza di genere. La rete Non Una Di Meno sollecita le donne a 24 ore di sciopero e lancia, all’interno dell’iniziativa nazionale “#Lottomarzo sciopero globale delle donne”, una serie di appuntamenti per ricordare che la violenza è un fatto pubblico.

L’8 marzo a Bologna comincerà alle 9.30 in Piazza Maggiore con una serie di iniziative e lezioni in piazza di educazione alle differenze e una consultoria pubblica autogestita (“la salotta”) per discutere di piacere e sessualità. La manifestazione continua alle 18, sempre in Piazza Maggiore, con un corteo notturno che percorrerà via Indipendenza per dirigersi verso Piazza Dell’Unità, in contemporanea con tutte le altre città italiane e 40 paesi nel mondo. Nero e fucsia saranno i colori del corteo mentre il simbolo saranno matrioske appese a tutte le finestre. Tutto il materiale per lo sciopero, dalle bandiere ai volantini e ad altro materiale di comunicazione, si può trovare già da oggi alla Libreria delle Donne in via San Felice.

“Questo è un percorso di autonomia”, ha detto Babs del Laboratorio Smaschieramenti. “Una volta smascherata la natura strutturale della violenza quello di cui abbiamo bisogno e su cui tutte siamo unite è uno spazio di autonomia perché è l’unico modo per pensare ad una forma di lotta e di contrasto alla violenza, che si declina anche in violenza istituzionale, ginecologica, dei confini, del capitale, della precarizzazione del lavoro”.

In queste settimane Non Una Di Meno ha fatto anche assemblee pubbliche in spazi femministi, nelle scuole, nelle università, volantinaggio e assemblee in luoghi di lavoro, anche per informare le donne migranti. Uno sciopero a cui hanno aderito anche diversi sindacati di base, e che vuole essere anche uno sciopero dei consumi, dei lavori domestici e dall’utilizzo degli elettrodomestici.

“Non sarà uno sciopero simbolico ma politico lanciato e organizzato dalle donne che a partire dal rifiuto della violenza maschile attraversa anche i luoghi di lavoro, quindi riconosce nello sfruttamento e nella precarizzazione una declinazione di quella violenza”, ha spiegato Roberta Ferrari di Connessioni Precarie.
Per la prima volta ha aderito anche la rete Dire (Donne in rete contro la violenza), che conta 77 centri in tutta Italia tra cui La Casa delle Donne di Bologna, e che ha preso parte alla rete Non Una Di Meno sin dalla sua nascita.

“La Casa delle Donne chiuderà la sede e aderirà a tutte le iniziative”, ha fatto sapere Martina Ciccioli, socia e operatrice della Casa delle Donne. “Chiederemo che le strade siano sicure perché sicure sono le donne che le attraversano”.

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