San Pietro in Casale. La prefettura: “I minori rifugiati non arriveranno subito”

Bologna, 7 lug. – La piccola località ‘Il Ghetto’ di San Pietro in Casale è in attesa di dieci migranti minorenni non accompagnati. E l’accoglienza potrebbe non essere delle migliori perché i residenti, incitati dalla Lega Nord stanno organizzando da giorni un presidio e si dicono pronti a bloccare via Bolognetti, la strada che attraversa la piccola frazione abitata da 50 persone.

Gli abitanti hanno dato vita ad un presidio con tanto di turni, ma probabilmente dovranno aspettare molto visto che la Prefettura ieri ha diffuso un comunicato in cui si spiega che “non corrisponde assolutamente al vero il presunto, imminente, programmato arrivo di cittadini minori stranieri non accompagnati in una struttura di accoglienza del Comune di San Pietro in Casale”. Insomma, i minori al Ghetto potrebbero arrivare sì, ma probabilmente in settembre, “o fra qualche mese”, come spiegato dalla vicesindaco di San Pietro in Casale Raffaella Raimondo.

Nonostante la comunicazione della Prefettura i residenti hanno rinnovato il presidio.

“Il progetto nell’ambito del quale è stata proposta l’attivazione della suddetta struttura di accoglienza – continua la prefettura nel suo comunicato – ha ricevuto solo il 5 luglio l’approvazione dello Sprar (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Tale approvazione consegue all’adesione del Comune di San Pietro in Casale ad una progettualità presentata in ambito metropolitano e potrà realizzarsi solo a seguito di predisposizione, da parte di tutti i soggetti coinvolti, di un piano operativo di lavoro verificandone fattibilità, tempistica, ruoli, competenze”. Infine Prefettura e Comune hanno dato la propria disponibilità ad incontrare i rappresentanti delle comunità locali interessate.

Il progetto di accoglienza sarà gestito dalla cooperativa sociale Camelot. Gli abitanti del Ghetto hanno spiegato al Resto del Carlino di sentirsi “abbandonati, anzi considerati solo per far arrivare i migranti” e convinti che “accogliere dieci persone, per di più minorenni, in un paese di cinquanta abitanti, non ha alcun senso e non sarebbe favorevole all’integrazione dei minori stessi”.

Come ha spiegato la vicesindaco di San Pietro in Casale Raffaella Raimondo “le barricate e l’ostilità non risolvono il problema. Quello che si può fare è incontrare i ragazzi, conoscerli e costruire insieme l’accoglienza. È questo il presupposto per cui noi abbiamo deciso di partecipare al programma Sprar” e poi, rivolgendosi ai cittadini, li ha invitati a seguire il progetto e a capire di cosa si tratta, “invece di essere contrari a priori”.

      Raffaella Raimondi - vicesindaca San Pietro in Casale

 

 

di Giovanna De Filippo

 

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