L’ultimatum di Salvini a Forza Italia. Bignami “pronto a correre”


Salvini tagliata 3

Bologna, 6 apr. – Seduto su una panchina nel retro del cortile del Baraccano, attende i giornalisti che invece si aspettavano di vederlo arrivare all’entrata principale, Matteo Salvini ha con sé dei fogli con una graduatoria dell’assegnazione delle case popolari 2015: “Nella graduatoria risultano 11 cittadini dell’Unione sovietica, Merola ha fermato le lancette della storia” e continua “non è possibile che solo un terzo degli italiani abbia fatto richiesta per le case popolari”. Dopo una lettura di questi dati, e ovviamente un selfie per i social, Salvini e la candidata sindaco di Bologna Lucia Borgonzoni si dirigono all’interno per iniziare la conferenza.

Lucia Borgonzoni presenta subito le liste che appoggeranno la sua candidatura e cioè oltre alla Lega, Uniti si vince, Partito Liberale italiano, Riprendiamoci Bologna e la novità: Fratelli d’Italia. Per la candidata leghista il ballottaggio è sicuro “Merola lo sa ed è agitatissimo” ma “dobbiamo essere più convinti rispetto alle regionali se vogliamo mandare a casa Merola”.

Passa la parola a Salvini che annuncia una sorta di ultimatum a Forza Italia: “Partiamo da 5 liste, ma non abbiamo limiti, lo dico a Forza Italia,  aldilà dei problemi interni, se vogliono vincere a Bologna, la speranza è su questo tavolo”.

Quasi a rispondere all’ultimatum però il forzista Galeazzo Bignami continua a meditare di correre per la poltrona di primo cittadino. “Sono qui a decidere se confermare la mia candidatura a sindaco visto il disastro che altri stanno combinando”, ha scritto su Facebook. Ma tra i berlusconiani c’è una certa insofferenza: se non arriva una indicazione entro una settimana, il livello locale giura all’agenzia Dire di essere pronto a decidere da solo. D’altronde negli oltre 50 Comuni al voto alle prossime amministrative in Emilia-Romagna Forza Italia ha già chiuso gli accordi sulle alleanze: manca solo Bologna

Salvini al Baraccano presenta i temi già proposti dal Carroccio su sicurezza, case popolari, asili nido e trasporti pubblici, ai quali aggiunge un altro tema nuovo rispetto alla linea politica leghista, sottovalutato fino ad ora, e cioè la cultura che per Salvini “è occupata da ignoranti di sinistra, basta con la cultura in mano solo ai compagni”. Annuncia così la sua visita alla fiera del libro dopo la conferenza e approfitta del momento per tirar fuori anche il tema ambientale sulle trivellazioni invitando tutti a votare il 17 aprile.

 

Dopo la fiera del libro per i ragazzi, apprezzata dal leader per la multiculturalità, si è diretto in via Mattei e ha promesso che, se la Lega Nord vincerà le elezioni, l’ex CIE oggi centro di prima accoglienza e smistamento profughi, chiuderà.

Nel frattempo, smentite le accuse di Salvini sulle graduatorie delle case popolari: il presidente ACER Claudio Felicani risponde alle dichiarazioni del leader dicendo che stando ai numeri recentissimi, i nuclei familiari di origine comunitaria o extracomunitaria rappresentano il 13,8% sul totale dell’assegnato, ciò significa che oltre l’80% è assegnato a nuclei familiari italiani. Detto questo “per completezza di informazione, va aggiunto certamente che si assiste al fenomeno per cui, negli ultimi due anni in particolare, segnala Felicani, i soggetti richiedenti alloggi Erp in graduatoria sono alla pari”, dunque c’è un 50% di italiani ed un 50% di stranieri.”

 

Paola Pennetta

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