Salvi i 9 posti di lavoro. Il buon 2016 del Centro Editoriale Dehoniano

Bologna 1 gen.- Per i 9 lavoratori del Centro editoriale dehoniano, una delle più grandi realtà editoriali cattoliche in Italia, il 2015 si è chiuso bene. Sono stati scongiurati i licenziamenti che la proprietà aveva annunciato a luglio. L’accordo è stato raggiunto il 21 dicembre, in mezzo ci sono stati tre scioperi e una mobilitazione che ha puntato anche a coinvolgere la cittadinanza con presidi in piazza Maggiore e la maglietta blu con la scritta “password solidarietà” che è stata creata apposta. “Il merito va alla grande unità di questi lavoratori e alla lora capacità di proporre una soluzione alternativa valida” spiega Antonio Rossa della Slc-Cgil di Bologna. Sono stati proprio i lavoratori infatti, tramite un lavoro di inchiesta tra di loro, a proporre un piano alternativo all’azienda.

Spiega una nota dei sindacati di categoria della Cgil e della Cisl: “Una riorganizzazione del lavoro finalizzata alla ricollocazione interna degli esuberi, alla reinternalizzazione di attività ed al rilancio della azienda. Si è così definito un innovativo percorso di partecipazione che prevede l’ascolto e il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti su ipotesi di riorganizzazione e di attività di ricollocazione di lavoratori, assumendo come punto di partenza il documento “Ipotesi di ricollocazione delle risorse in esubero“ presentato in ottobre dai lavoratori del CED”.

Altri punti qualificanti di questo accordo sono:

– norme di tutela (e di responsabilità) per tutti i lavoratori a prescindere dalla tipologia del loro rapporto di lavoro; a partire da una precisa mappatura del lavoro dato all’esterno, oggetto di confronto e di aggiornamento nel corso del tempo;
– clausole estese di salvaguardia per i lavoratori a tempo determinato;
–  l’istituzione di un premio di risultato, che erogherà sino a 2.200 euro di premio sulla base del raggiungimento di alcuni criteri qualitativi e produttivi, come il rispetto delle date di scadenza e l’andamento delle ristampe. Il premio agirà esclusivamente quando le condizione economiche di bilancio saranno nuovamente positive, ovvero dopo almeno un triennio durante il quale i lavoratori rinunceranno ai Premi non strutturali pur di garantire il rilancio aziendale;
– anche se con qualche moderazione, sono state preservate le altre erogazioni economiche strutturate e con carattere di continuità previste dal precedente accordo(quattordicesima e voce accordo aziendale) così come i permessi per visite e cure mediche, il permesso di mezza giornata per la vigilia del Natale, la sanità integrativa ecc.
– è stata istituita una Banca Ore con condizioni di miglior favore rispetto al CCNL, che permetterà di gestire le flessibilità contemperando il reddito dei lavoratori ed il contenimento dei costi;
– è stato previsto un utilizzo articolato di ammortizzatori sociali (per una previsione media di riduzione oraria del 20%) a partire dai Contratti di Solidarietà per proseguire con una Cassa Integrazione a rotazione.

Infine potrebbe non concludersi l’esperienza di una delle testate più importanti edite dal Ced, “Il Regno”.

Antonio Rossa della Slc Cgil

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