#Salvaiciclisti lancia il 20-20-20 della mobilità

20-20-20

Foto Flickr CC di Krzysztof Duda

24 gen. – Bici, pedoni e trasporto pubblico: è il 20-20-20 del manifesto di #Salvaiciclisti che verrà presentato e discusso nell’assemblea nazionale di #Salvaiciclisti del 9 febbraio, all’interno di Bici Senza Frontiere.

Facendo da completamento al piano 20-20-20 degli obiettivi europei i ciclisti propongono come traguardo da raggiungere entro il 2020 anche il raggiungimento del 20% degli spostamenti effettuato con il trasporto pubblico, il 20% a piedi e il 20% in bicicletta.

“Obiettivi raggiungibili e superabili” ci dice Simona Larghetti di #Salvaiciclisti che ci fa gli esempi di Bolzano e del Nordeuropa.

A questo #Salvaiciclisti aggiunge il target “zero incidenti” con un dimezzamento immediato di morti e feriti tra pedoni e ciclisti, la moderazione diffusa della velocità e del traffico (ad esempio aree urbane a 30km/h, quartieri senz’auto, pedonalizzazioni), la diffusione dell’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano salutare, economico ed a basso impatto e la riqualificazione degli spazi urbani per farli tornare belli, vivibili, accessibili, privi di ostacoli e barriere.

Progetti ambiziosi che però secondo il movimento a due ruote non è irrealizzabile. Come? Moltiplicando servizi e infrastrutture per facilitare l’utilizzo della bicicletta, con incentivi o sgravi fiscali per chi rinuncia all’automobile privata, individuando un principio di leggerezza strutturale e di economicità nei trasporti. Per esempio favorendo piccole opere per rendere più efficiente il traffico locale e gli spostamenti pendolari al posto di grandi infrastrutture nazionali e transnazionali; con una condivisione calmierata delle strade tra le varie utenze; favorendo spostamenti brevi e frequenti per gli acquisti, contrapposti “agli attuali saltuari pellegrinaggi nei grandi templi del consumo di massa in periferia”.

Insomma un cambiamento radicale degli stili di vita. Infatti il manifesto prosegue: “Imporre un radicale ripensamento nell’allocazione delle risorse economiche per i trasporti, privilegiando gli interventi di mobilità urbana, locale e regionale rispetto alle opere autostradali e all’alta velocità ferroviaria. Promuovere una maggiore efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, ove possibile privilegiando l’installazione di tramvie. Trasformare i costi del trasporto pubblico in un investimento produttivo, che crei lavoro, ricchezza ed aumenti l’efficienza del sistema paese. Agire sui trasporti e gli spostamenti per migliorare lo spazio pubblico e le sue destinazioni d’uso. Programmare una revisione annuale del CdS con l’introduzione progressiva di modifiche funzionali al raggiungimento di tali obiettivi”.

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