Saeco. Fumata nera in Regione. Philips conferma i 243 licenziamenti

Bologna, 2 dic. – Fumata nera al tavolo di crisi sulla Saeco in Regione Emilia-Romagna. La Philips conferma la volonta” di licenziare 243 lavoratori, i sindacati ribadiscono il loro “no” e l”assessore regionale alle Attivita” produttive Palma Costi, preso atto della distanza incolmabile tra le parti, rinvia tutto a un tavolo ministeriale, la cui convocazione sara” richiesta gia” domattina. “È stato disgustoso”, commenta davanti a una ventina di lavoratori in preda allo sconforto il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani. L”azienda, rappresentata dall”amministratore delegato Nicholas Lee e dall”avvocato Saverio Schiavone, “ha iniziato ringraziando i lavoratori per il loro impegno, per poi ribadire che li licenziera”. Ci vuole tanta pazienza e bisogna lottare”, conclude il segretario regionale della Fiom. Gli fanno eco Marino Mazzini, segretario della Fim, e Stefano Zoli, della Fiom: uscendo dall”incontro dicono che “ognuno e” rimasto sulle sue posizioni, percio” ora vedremo se al tavolo ministeriale si spostera” qualcosa”. Questo il succo di quanto e” stato detto in Regione, i dettagli saranno invece comunicati ai dipendenti dell”azienda di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, nel corso di un”assemblea in programma alle 10.

La vicenda degli esuberi alla Saeco-Philips si sposta a Roma dove sarà coinvolto il Governo. “Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, la dimensione multinazionale della proprietà e la particolarità del territorio coinvolto nella crisi, si è deciso di allargare il confronto sul piano nazionale”, ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi al termine dell’incontro del tavolo istituzionale per la Saeco Philips di Gaggio Montano. Già domani il presidente della Regione Stefano Bonaccini affronterà a Roma la questione con il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi.

Lo voci dei lavoratori in presidio sotto la Regione.

La Saeco ha “riaffermato di non aver aperto alcuna procedura unilaterale di licenziamento e di aver fatto questa scelta nel rispetto dei lavoratori di Gaggio Montano, dei Sindacati e delle Istituzioni e di voler tener fede a questa opzione fino all’ultimo secondo di tempo utile e possibile”. Lo afferma una nota dell’azienda dopo che i dirigenti di Saeco hanno oggi partecipato al Tavolo di Salvaguardia Occupazionale convocato in Regione. “La ristrutturazione del sito di Gaggio Montano non è guidato da obiettivi di delocalizzazione”, garantisce la nota. “Durante l’incontro, per sottolineare l’impegno nello sviluppo dell’azienda – prosegue la nota -, i dirigenti hanno ricordato che nel 2009 l’acquisizione di Philips ha consentito di salvare Saeco dalla bancarotta, quando la società perdeva 350 milioni di Euro all’anno, aveva debiti per 600 milioni e una proprietà che non era disponibile ad investire più nemmeno un Euro. Saeco ha anche ricordato gli importanti investimenti degli ultimi 6 anni effettuati per lo stabilimento di Gaggio Montano che avevano l’obiettivo di riportare la società in utile. Ciò purtroppo non è avvenuto, principalmente a causa dei cambiamenti strutturali avvenuti nel mercato delle macchine per caffè espresso sia in Europa che nel mondo, tra cui l’aumento della pressione sui prezzi”. “L’impegno di Saeco in Italia continua e il piano di ristrutturazione del sito di Gaggio Montano non è guidato da obiettivi di delocalizzazione – afferma -. Lo scopo del progetto è quello di rendere questo sito produttivo un centro mondiale d’eccellenza nella progettazione e produzione di macchine per caffè espresso. L’azienda auspica che il dialogo con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni si possa tradurre in un accordo sulla definizione di tempistiche, termini e condizioni per l’attuazione del nuovo assetto industriale. Per ottenere il risultato che Saeco si prefigge, i cambiamenti dovranno essere messi in atto entro la fine del 2016“.

Marino Mazzini della Fim-Cisl sul tavolo in regione.

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