Saeco, accordo all’alba. Incentivi per chi lascia e cassa integrazione straordinaria

saecoBologna, 5 feb. – E’ stato raggiunto questa mattina all’alba l’accordo sulla Saeco di Gaggio Montano tra i manager Philips e i sindacati alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. “Di più non si poteva fare, se sarà un accordo accettabile lo decideranno i lavoratori”, dicono i sindacalisti che hanno partecipato al tavolo. I termini dell’intesa saranno spiegati questo pomeriggio agli operai di Gaggio Montano, la settimana prossima ci sarà il voto.

Nell’intesa si prevedono incentivi alla mobilità volontaria per chi vorrà lasciare l’azienda, un anno di cassa integrazione straordinaria per tutti e un parziale rilancio di alcuni capannoni chiusi negli ultimi anni da Philips a Gaggio Montano. “Diciamo che i licenziamenti sono scongiurati”, commenta Marino Mazzini della Fim-Cisl.

I lavoratori lasceranno l’azienda su base esclusivamente volontaria e chi lo farà saranno garantiti incentivi “consistenti”. Alla fine della cassa integrazione è previsto che azienda e sindacati si incontreranno nuovamente (incontri per la verifica dei numeri sono comunque previsti per tutta la durata dell’accordo) per valutare i numeri e situazione, procedendo sempre e comunque “con strumenti non traumatici“.

Sull’ipotesi di accordo “personalmente non farò dichiarazioni prima che sia stata effettuata l’assemblea con i lavoratori, nel tardo pomeriggio”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il segretario della Fiom dell’Emilia-Romagna, Bruno Papignani. “Un accordo così complesso, che ritengo necessario per la tutela dei lavoratori e di sicuro più non era possibile fare, ha bisogno di un giudizio articolato, di una valutazione onesta trasparente e realistica, con un giudizio politicamente corretto sull’intera vicenda”. Intorno alle 5 di stamane, sempre sul social network, Papignani aveva annunciato: “Ipotesi di accordo, di più non si poteva fare se non la rottura. Decideranno i lavoratori”. La azienda aveva annunciato nei mesi scorsi 243 esuberi, un duro colpo per l’economia del paese dell’appennino Bolognese.

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