RUTS DC: “Musica per la gente”

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Bologna, 9 giu. – “Noi siamo fortunati, siamo nati nella parte “fortunata ”del mondo, siamo musicisti. Ma per le persone che stanno in strada, chi lotta realmente per loro? Nessuno. Devono cavarsela da soli. Volevamo aiutare quelle persone con la nostra musica e cerchiamo di farlo anche adesso.”

Questo è il pensiero di Seggs, bassista e fondatore dei leggendari Ruts Dc, prima della loro prima ed unica data italiana di sabato 23 maggio al Sottotetto Sound Club per la seconda edizione del Bologna City Rockers.

Eleganti e discreti in puro stile british, i Ruts sono stati una band che nei tre anni trascorsi dalla loro aggregazione nel quartiere londinese di Southall fino alla morte nel 1980 per overdose del vocalist Malcolm Owen, bruciarono rapidamente le tappe, segnalandosi all’attenzione generale come una delle più valide realtà del punk anglosassone e non solo: un punk che, nel caso specifico, aveva tra le sue qualità il carisma sonoro e scenico dello stesso Owen e le azzeccatissime contaminazioni con il reggae. I tre superstiti (Seggs, Ruffy e Fox) dopo la scomparsa del cantante continuarono a portare in giro il “verbo” primordiale sotto la sigla Ruts DC, ricca di spunti musicali e artistici sempre interessanti.

“If The Kids Are United” li ha intervistati per voi poco prima del loro concerto a Bologna.

 

-Questa è la prima volta in Italia per i Ruts. Siete emozionati?

Seggs: Si, molto emozionati. Non sono mai stato a Bologna. Sono stato a Padova, Trieste, ma mai a Bologna.

Ruffy: io sono stato a Roma, un paio di volte. Molto bella.

Seggs: Ho alcuni amici qui in Italia, sono venuto a suonare con altre band qualche volta, ma mai come Ruts, ed è strano che non sia mai capitato.

-Come ha reagito la gente al vostro ritorno nella scena come Ruts DC?

Seggs: Il primo concerto è stato in Croazia. é andato bene, qualcuno non sapeva chi eravamo, ma è andato bene. Subito dopo siamo stati al Rebellion. In genere iniziamo con del reggae, qualcuno reagisce male… è strano, ad alcuni piace, ad altri piace di più “Animal Now”, ad altri ancora piacciono le hit storiche…

Ruffy: Vogliamo costruire uno show, sai, non vogliamo che sia solo nostalgia. Non siamo una tribute band dei Ruts. Siamo molto orgogliosi della nostra storia, certo. Ci è voluto molto tempo per arrivare dove siamo ora, ora noi tre siamo molto legati…

Seggs: Si, è più facile in tre. Però sai, le persone che ti chiedono solo le canzoni storiche, gente che urla “Babylon’s Burning!” ai conerti. All’inizio io non avevo molta voglia di farla, volevo far sentire le canzoni nuove nei live. Però poi ci abbiamo pensato, e abbiamo detto “Facciamo quello che vuole la gente”. Quindi ora facciamo sia canzoni nuove che storiche, e ci divertiamo molto.

-Dopo la morte di Malcolm Owen, cosa vi ha spinto a continuare come Ruts?

Seggs: L’amore. Ci volevamo molto bene. Io, Ruffy, Foxy e Malcolm ci volevamo molto bene. Passavamo molto tempo insieme e ci divertivamo.

Ruffy: Siamo diventati Ruts DC già prima della morte di Malcolm. Lui stava già male, per via dell’eroina, non riusciva più a lavorare. Quindi abbiamo deciso di formare i Ruts DC per cercare di farlo tornare a lavorare, speravamo di riuscire a farlo smettere. Ci siamo quasi riusciti, ma poi è morto di overdose nella sua vasca. Abbiamo continuato, avevamo composto delle canzoni anche senza di lui. é stato difficile, le dinamiche erano differenti, tutto era differente.

Seggs: Prima era magico. Ora è diverso, è una magia diversa. Siamo in tre, è entrato Leigh, siamo molto contenti dell’attuale situazione.

Ruffy: Si, è diverso. Non siamo una tribute band dei Ruts, faremmo molti più soldi (ride, ndt), ma non lo siamo e non vogliamo esserlo. Continuiamo a scrivere canzoni, abbiamo un’etichetta discografica, abbiamo un agente, un ragazzo che tiene dietro al merch.

-Nel 2007 avete fatto uno show per Paul Fox con Henry Rollins come prima voce. Perchè avete scelto lui?

Seggs: Fox era molto malato. Qualcuno, non ricordo chi, ci disse che dovevamo fare un concerto. Abbiamo pensato: “Certo! Ma chi farà la prima voce?”. Pensammo a qualche nome; qualcuno ci disse: “Potreste chiedere a Henry Rollins”. Glielo abbiamo chiesto, lui era molto carico! Henry è un grande fan di Malcolm Owen, dei Ruts in generale. Quando abbiamo detto a Paul Fox che Henry Rollins avrebbe fatto la prima voce al concerto, lui ha risposto: “E chi cazzo è?” non sapeva neanche chi fosse (ridono, ndt). La gente non era molto convinta della scelta di Rollins, ma alla fine è andato alla grande, è stato un gran concerto.

-Siete sempre stati una band impegnata dal punto di vista politico. Qual è la vostra visione dell’attuale situazione politico-sociale, tra Farage in UK, i riots nel 2011, le tante ucciosioni di neri in America?

Seggs: Più che impegnati politicamente siamo sempre stati dalla parte delle persone, “tratta il prossimo come vorresti essere trattato tu stesso” penso io, non sono legato a nessun partito politico.

Ruffy: Ovviamente il razzismo è una stronzata, lo so da quando ero bambino. […] Non ho una vera tendenza politica. […] Sono più socialista, se vogliamo, ma non credo più nella soluzione politica. Credo che le soluzioni derivino dalle responsabilità individuali delle persone.

Seggs: Noi siamo fortunati, siamo nati nella parte “fortunata ”del mondo, siamo musicisti. Ma per le persone che stanno in strada, chi lotta realmente per loro? Nessuno. Devono cavarsela da soli. Volevamo aiutare quelle persone con la nostra musica e cerchiamo di farlo anche adesso.

Ruffy: Non abbiamo soluzioni, ma abbiamo opinioni. Quando eravamo giovani, coi Ruts, nessuno di noi credeva avrebbe vissuto oltre i 30 anni. Dico davvero. E ora sono qui, con più del doppio degli anni. È strano, ma continuo a suonare, abbiamo ancora molte cose da dire.

-Quali sono le band che vi hanno ispirato?

Ruffy: Io e Seggs ci siamo conosciuti in un negozio di dischi, prima che nascesse il punk. Molte persone spendevano 2/3 dello stipendio mensile in dischi a quei tempi. Noi ascoltavamo soul, funky, reggae… tutto ciò che ci piaceva, buona musica.

Seggs: Siamo stati fortunati ad essere nati in UK. Io compravo soprattutto Motown, poi ho scoperto Prince Buster, la Blue Beat … ma allora bastava ascoltare la radio per ascoltare della buona musica, passavano i Kinks, The Who, Jimy Hendrix. Ogni canzone che passavano era una bomba!

Ruffy: Tutta questa musica la passavano sulla radio nazionale, non una stazione locale, sulla radio nazionale passavano canzoni reggae… Per esempio, “Wet Dream” di Max Romeo è stata #1 in classifica inglese per 10 settimane! Ora è completamente diverso.

-Progetti per il futuro?

Ruffy: Abbiamo 10 nuove canzoni pronte e stiamo facendo un nuovo album. Sarà completamente rock, niente reggae o dub. Sarà un album molto forte.

 

di “If the kids are united”

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