Rulli Frulli. La banda che accoglie tutti è un modello da clonare

Bologna, 1 ago. – Come tante gemme nascono tante bande Rulli Frulli. Mentre i musicisti, con il loro maestro Federico Alberghini si preparano a suonare al Circo Massimo davanti a Papa Francesco, l’Università Cattolica di Milano si prepara a studia questo modello di integrazione.

La banda Rulli Frulli è nata nel 2010 a Finale Emilia con l’idea di fare musica con ragazzi diversamente abili e ragazzi normodotati, partendo da un laboratorio di autocostruzione degli strumenti musicali, con soli materiali di recupero. Un progetto sperimentale che ora potrebbe diventare scientifico, attraverso lo studio della Cattolica che partirà da settembre.

Nella Rulli Frulli suonano ragazzi tra gli 8 e i 25 anni.
“Quest’anno è stato un anno di svolta in cui si sono aperti tre progetti con il metodo didattico Rulli Frulli” racconta il maestro e ideatore Federico Alberghini che ringrazia la direzione artistica di Tommaso Cerasuolo. Il primo progetto è a Reggio Emilia, “Marinai”, con 25 richiedenti asilo e 10 ragazzi italiani, il secondo è quello in carcere a Reggio Emilia, con i detenuti con problemi psichiatrici. Il terzo si trova in Lombardia, a Baranzate, il secondo comune italiano con la più alta popolazione straniera, ed è quello che ha attirato l’attenzione dell’Università milanese.

La ricercatrice Patrizia Cappelletti dell’Università Cattolica spiega come l’esperienza della banda Rulli Frulli sia una delle esperienze che producono valore sociale, fiduciario, di innovazione.

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