Rodotà, Landini e Fratoianni firmano per De Pieri: “Libero subito”

gianmarco de pieri

De Pieri durante una manifestazione nel 2011

Bologna, 1 set. – Landini, Rodotà, i vertici dell’Arci e dell’Altra Europa con Tsipras, il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, il collettivo Wu-Ming, Luciana Castellina  e il senatore del Pd Luigi Manconi. Sono le firme di punta di un appello che condanna il divieto di dimora che ha colpito il leader del Tpo Gianmarco De Pieri. “I suoi più elementari diritti di cittadinanza – si legge nell’appello che vede l’adesione di quasi tutte le principali componenti della Coalizione sociale – sono negati per un episodio di limitata rilevanza penale, ma di significativo valore sociale: il 18 giugno scorso, insieme a molti altri, si è opposto allo sgombero forzato di decine di donne, uomini e bambini, precari e poveri senza casa di ogni origine, da Villa Adelante, residenza fino ad allora e da allora abbandonata al degrado”.

Secondo i firmatari, che definiscono il divieto di dimora una misura “particolarmente odiosa” che ricorda l’allontanamento coatto dell’epoca fascista, la colpa di De Pieri sarebbe quella di essersi impegnato attivamente nell’espressione del “pubblico dissenso” e nella “concreta opposizione alle politiche europee e governative di austerity che, in questi anni di crisi, hanno reso la nostra società più povera, più ingiusta e meno democratica”.

“Gianmarco De Pieri – è la chiusura dell’appello – deve poter tornare subito a Bologna, da cittadino libero, senza alcuna restrizione alla sua libertà personale e agibilità politica. Così come non devono più trovare applicazione provvedimenti che, calpestando diritti costituzionalmente garantiti, cerchino di limitare e chiudere spazi di espressione del dissenso e dell’opposizione sociale e politica”.

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