Rifiuti pugliesi smaltiti in Emilia-Romagna. Ira di Lega Nord e M5S

Bologna, 6 lug. – L’Emilia-Romagna smaltirà 20 mila tonnellate di rifiuti urbani. La Regione, d’accordo con gli Enti locali interessati, ha deciso con una misura urgente di accogliere la spazzatura che non può essere conferita all’impianto brindisino di Pandi, sottoposto nei giorni scorsi a sequestro dall’autorità giudiziaria, nell’ambito dell’inchiesta sfociata nell’arresto del sindaco dimissionario di Brindisi, Mimmo Consales, e dell’ex amministratore dell’azienda dei rifiuti, Luca Screti. Un soccorso limitato al tempo necessario, precisa viale Aldo Moro: dal 12 luglio alla prima settimana di settembre. Saranno i termovalorizzatori di Bologna, per 8 mila tonnellate, e Ferrara per altre 12 mila, ad accogliere i rifiuti, per un quantitativo massimo di 20 mila tonnellate, che rientra comunque nei limiti autorizzati. Saranno circa 400 tonnellate al giorno, per 6 giorni alla settimana. La Puglia trasferirà ai Comuni di Bologna e Ferrara i proventi della tassazione ordinaria sui rifiuti prevista per i cittadini, più un ristoro ambientale di 14 euro a tonnellata.
Contro l’arrivo dei rifiuti da Brindisi si sono schierati subito Lega nord e M5s. “Sarà la nostra trincea politica: non abbiamo intenzione di pagare le conseguenze della malagestione dei rifiuti della Puglia”, ha detto il capogruppo leghista in Regione Alan Fabbri. Gianluca Sassoli, capogruppo 5 stelle invece accusa: “Siamo la ciminiera d’Italia”.
L’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo difende “una decisione presa insieme ai territori”, ricordando che la misura segue le condizioni fissate nel Piano regionale dei rifiuti.

La delibera che renderà operativa la decisione è attesa per lunedì 11 luglio.

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