Rifiuti. In Emilia-Romagna sale la differenziata, Bologna rimane indietro

Bologna, 3 ago. – I cittadini emiliano-romagnoli sono sempre più attenti a differenziare i rifiuti: solo nel 2017, anno in cui il Piano regionale ha avuto piena applicazione, l’incremento è stato del +2,5%. Ragionando in kg, significa che ogni abitante ne ha recuperati 5 in più rispetto all’anno passato. La media complessiva si attesta perciò intorno al 64,3%, superando addirittura l’80% nelle 48 città in cui è già stata applicata la tariffa puntuale. In provincia di Modena, ad esempio, guida la classifica dei Comuni virtuosi Camposanto con il 93,3% di raccolta differenziata. Soddisfatto il presidente Stefano Bonaccini, che legge il risultato spiegando che “essere virtuosi significa produrre meno rifiuti, conferirne in discarica entro il 2020 solo il 5% del totale – mentre l’Europa chiede il 10% entro il 2030 – e spegnere qualche inceneritore”.

      Stefano Bonaccini rifiuti

Ora il prossimo passo per tutti è raggiungere in tre anni la “quota 73%” di raccolta differenziata, già fissato dalla legge regionale sull’economia circolare  E su un totale di 331 Comuni questo obiettivo è già stato “raggiunto da 1 su 3 (32,3%)”, ha precisato l’assessora alle Politiche Ambientali Paola Gazzolo. L’elemento che segna la differenza è la tariffazione puntuale, ovvero pagare quanto viene buttato, al quale tutti si dovranno adeguare entro il 2020; fa da traino la città di Parma, che avendola introdotta nel 2015 ha già raggiunto l’ottimo risultato dell’80,8%, e si segnala la provincia di Ferrara, dove il trend di crescita è il migliore in assoluto rispetto al 2016 (+7,2%) proprio grazie all’adeguamento a questo sistema.

      Paola Gazzolo rifiuti


Bene la provincia di Bologna, “che cresce del +2,8”, quindi “sopra la media regionale”, meno la città, ferma al 48,2%.
“Bologna è la città più complessa ma è strategica e prioritaria – precisa Gazzolo – per questo con il Comune stiamo sviluppando un progetto condiviso su cui la Regione ha destinato oltre 4,6 milioni” affinché possa raggiungere la quota 73% entro i limiti stabili dal Piano. In coda alla classifica per province capoluogo ci sono invece “Ravenna e Piacenza”, la prima ferma al 54,8% e la seconda addirittura in diminuzione dal 63,4% al 61,1%. Qui la tariffa puntuale non è ancora arrivata e non potrà essere introdotta finché non si concluderà “la gara per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti”, conclude Gazzolo.

      Paola Gazzolo rifiuti a Bologna

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