Riduzione partecipate. Regione punta sulle fusioni: Lepida-Cup, Ervet-Aster

Bologna 11 mar.- Dovrebbe approdare prima di Pasqua in Giunta il piano di riorganizzazione e riduzione delle società partecipate della regione Emilia-Romagna. Questione di giorni, insomma. Un’operazione di snellimento a cui sta lavorando da tempo il presidente Stefano Bonaccini, che si è impegnato a dimezzarle entro la fine del mandato, insieme all’assessore al Bilancio Emma Petitti e all’ex deputato Pd Salvatore Vassallo, a cui il governatore ha affidato il ruolo di commissario per la spending review in viale Aldo Moro. Ad oggi la Regione vanta una platea di 24 società partecipate, di cui sette in house, a cui si aggiungono 44 enti pubblici vigilati e 55 enti di diritto privato controllati che svolgono attività di servizio pubblico o in favore dell’amministrazione regionale.

Nell’elenco delle partecipate della Regione spiccano le tre Fiere di Bologna, Rimini e Parma che, non è un mistero, i vertici di viale Aldo Moro hanno intenzione di unificare nella holding regionale. In campo anche il progetto di creare un unico colosso digitale della Regione, mettendo insieme Lepida e Cup 2000. Un’ipotesi che emerse già due anni fa, quando fu approvato il piano di riorganizzazione della societa” di sanità elettronica voluto dai soci pubblici, Regione in primis. Ma ai piani alti di viale Aldo Moro si ragiona anche su un’altra fusione: quella tra Ervet (già unita a Nuova Quasco a fine 2014) e Aster, le due società della Regione che si occupano entrambe della promozione dello sviluppo economico territoriale. Resteranno invece nettamente separate Fer, proprietaria delle reti ferroviarie regionali, e Tper che si occupa invece di gestione e fornitura di servizi. Improbabile anche che vengano toccate le Fondazioni culturali come Ert e la Toscanini, che garantiscono l’arrivo di finanziamenti dallo Stato.

La prossima settimana è in programma una riunione di maggioranza insieme all’assessore Petitti. L’argomento dell’incontro è il riordino istituzionale, ma è facile immaginare che nel corso della discussione si arriverà anche a parlare del piano della Giunta Bonaccini sulle partecipate. Ad oggi, infatti, non sarebbero circolate bozze tra i consiglieri regionali e, in particolare tre le file del Pd, non mancherebbe qualche malumore per essere stati lasciati di fatto all’oscuro dell’operazione.

Nel suo “Libro bianco” sulla governance regionale, diffuso nell’autunno scorso, Vassallo metteva nero su bianco la necessità di “ridurre il numero e aumentarne le dimensioni” delle società partecipate di viale Aldo Moro. Il commissario per la spending review regionale sposava in pieno l’idea di una holding regionale delle Fiere e suggeriva sia la fusione Lepida-Cup 2000 sia l’unificazione di Ervet e Aster, valutando anche la possibilità di ricomprendere Apt Servizi in questa operazione. Scettico era invece Vassallo sull’opportunità di mantenere una partecipazione della Regione nelle società termali (le Terme di Salsomaggiore hanno chiuso il 2014 con un passivo da 3,4 milioni di euro), in Sapir spa, Infrastrutture fluviali srl, nei centri agroalimentari di Bologna, Rimini e Parma e in Banca Etica, che “appaiono a prima vista meno prossime al core della Regione rispetto ad altre, scriveva Vassallo. Nel suo “Libro bianco”, l’ex deputato Pd si spingeva a dire che la Regione “potrebbe in astratto considerare un’uscita dall’aeroporto Marconi di Bologna, ma “solo se ritenesse che questo non avrebbe effetti negativi sulla solidità dell’azienda e sul ruolo che svolge a servizio del territorio o sulle capacità della stessa regione di orientarne le strategie di sviluppo”. (DIRE)

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