Riapre l’Help Center. Chi sono i senza casa in fila per 10 posti letto al giorno

Bologna, 7 dic. – Riapre oggi, dopo due giorni di chiusura straordinaria, l’Help Center della stazione. Dal primo dicembre, con l’entrata in vigore del Piano freddo del Comune, la struttura assegna una decina di posti letto al giorno ai senza casa, ma la fila che si forma ogni giorno davanti al centro è composta in media da più di 50 persone. A causa del numero limitato di posti, assegnati a scaglioni di 10 al giorno fino all’esaurimento dei 260 previsti dal piano freddo, non sono mancati interventi della polizia ferroviaria per sedare liti e aggressioni tra chi si raduna davanti al centro sperando di aggiudicarsi un posto al caldo. E’ successo anche domenica scorsa e per questo la struttura è rimasta chiusa per due giorni: “Oggi lunedì 7/12 l’Help Center non aprirà lo sportello. Questo è dovuto ai ripetuti episodi di violenza accaduti nei giorni scorsi”. Recita così il cartello appeso nei giorni scorsi fuori dal centro.

A rivolgersi all’Help Center, spiega la coordinatrice del servizio Ilaria Avoni , sono prevalentemente richiedenti asilo che vengono dal Pakistan, dal Mali, dal Ghana e che sono usciti da altri circuiti di accoglienza ma non hanno fatto in tempo a sviluppare una rete di contatti che consenta loro di trovare autonomamente un posto dove dormire.

Così, ogni giorno si mettono in fila davanti al centro e chi non riesce ad aggiudicarsi un posto è costretto ad arrangiarsi come può e a ripresentarsi il giorno seguente. Molti di loro dormono da mesi nel piazzale est della stazione, vicino ai binari, poco distanti dall’Help Center, tra scatoloni di cartone che non bastano per tenersi al caldo.

E’ il caso di Nadin, arrivato qui dal Pakistan. “Sono in fila all’Help Center perché non ho una casa e dormo qui alla stazione. Oggi ci sono 10 posti. E’ così tutti i giorni, ma fuori ci sono 100 persone che non mangiano e non dormono. Quando non riusciamo a entrare stiamo qui fuori. Questa situazione per me va avanti da 2 mesi. Ma ora è freddo, molti si sono ammalati”.

Bashir è rassegnato: “Ho bisogno di un posto per dormire. Da 25 giorni mi dicono che non c’è posto per me. Mi dicono sempre di tornare il giorno seguente, intanto dormo all’aperto in stazione”.

“Mi serve una casa, dormo da 4 mesi in stazione. Vengo qui tutti i giorni e la situazione è sempre la stessa. Solo che arrivano nuove persone e i posti assegnati sono sempre gli stessi”. Lo dice Adnan che da 4 mesi tutti i giorni prende il numerino scritto su un foglietto di carta e distribuito dalla struttura alle persone che dalle 14 iniziano a formare la fila, ma “ho anche altri impegni, perché di mattina vado a scuola di italiano in via Emilia Levante”.

“Vengo dal Pakistan, sono qui da 12 anni, ho avuto problemi e ora non ho un lavoro e nemmeno una casa”, dice Saruaris. “I posti non bastano mai – prosegue – l’altro giorno pakistani e africani hanno litigato. E’ arrivata la polizia, ma poi sono andati via. A loro non frega niente, muoriamo noi qui. Il primo giorno c’erano 125 persone in fila, ieri 70, poi 50, oggi siamo ancora 50. Ci dicono ogni giorno che non c’è posto“. “Come dobbiamo fare per andare avanti noi?”, conclude.

 

di Giovanni Panebianco

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.