Renzi a Monte Sole. Fiori sulla tomba di Dossetti

Renzi a Montesole annusa il papavero finto

Bologna, 22 apr. – Mentre in commissione alla Camera veniva approvato l’Italicum il presidente del Consiglio Matteo Renzi si trovava al cimitero di Monte Sole e posava i fiori sulla tomba di Don Giuseppe Dossetti, figura emblematica della difesa della Costituzione. Il premier è stato invitato a Marzabotto per ricordare l’eccidio nazifascista del 1944, 770 persone uccise tra fiumi Setta e Reno.

Nei giorni scorsi i Comitati Dossetti, in un comunicato in cui non viene mai citato il nome di Renzi, avevano mostrato di non apprezzare il gesto, annunciato, del Presidente del Consiglio, mettendo in guardia da “calcoli secondari e tornaconti politici” e “qualsivoglia manipolazione del dettato costituzionale”. Critici anche i “Cittadini Liberi” che avevano firmato un volantino dai toni fortemente critici. Nonostante queste voci di netto dissenso la visita di Renzi non ha ricevuto nessuna aperta contestazione, con ogni probabilita anche per rispetto della memoria che il presidente del Consiglio andava a celebrare.

Renzi è arrivato a Marzabotto verso le 14, acclamato da un centinaio di abitanti della zona. Dopo un breve incontro con le istituzioni locali, il ministro Graziano Delrio e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha ricordato la strage del 1944 rivolto soprattutto ai giovani: “Siete voi la storia che continua”. Renzi ha accolto e citato nel suo discorso la richiesta dei sindaci della zona perché il Parco Storico di Monte Sole venga “valorizzato”.

La visita al sacrario dei caduti e poi la corsa, con le auto della scorta, a Monte Sole. Lì hanno accolto il premier mille papaveri rossi, costruiti e distribuiti sul prato dai ragazzi della scuola media di Marzabotto. Mille papaveri che , rappresentano i partigiani della Brigata Stella Rossa ma che non possono non ricordare, in un colpo d’occhio, anche le stragi di oggi, le stragi del Mediterraneo. Anche il numero della strage, 770, è così simile a quello del naufragio più tragico di questi giorni. Eppure dalle parole di Renzi, che hanno ripetuto diverse volte l’importanza della memoria, non c’è stato nessun riferimento all’oggi, alle stragi continue. Nessun riferimento tanto meno alla politica, alla legge elettorale né tanto meno alla politica locale e al futuro del sindaco di Bologna Virginio Merola, a Monte Sole, anche lui, insieme al suo principale avversario di questi giorni, Andrea De Maria, che è stato artefice della visita del premier a Marzabotto, di cui è stato sindaco.

I ragazzi della scuola media di Marzabotto, vestiti con le magliette rosse, verdi o bianche, hanno presentato al presidente del Consiglio alcune delle storie dei partigiani della brigata Stella Rossa e dei Gap, hanno cantato “La pianura dei sette fratelli” (Gang), “La guerra di Piero” (De Andrè) e Bella Ciao, intonata alla fine anche da Renzi, Delrio e Bonaccini. I tre hanno poi posato gli ultimi papaveri rossi, insieme al partigiano della Stella Rossa Franco Fontana. Questo il ricordo dell’ex staffetta

Per i ragazzi della scuola media di Marzabotto Montesole è luogo di memoria, perché fatti come quelli non accadano di nuovo, ma anche e soprattutto perché “stanno accadendo ancora”.

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