Renzi in tour a Bologna incontra la Fiom: “Il Jobs act ha umiliato i lavoratori”

renzi-lamborghini-lettera-jobs-actBologna, 23 set. – Aziende sane, che fanno e attirano investimenti e dove i sindacati firmano accordi che migliorano le condizioni dei lavoratori e permettono alle imprese di produrre di più, spesso lavorando 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana. Nel giorno in cui l’Istat ha rivisto le stime di crescita del Pil, il premier Matteo Renzi ha scelto tre aziende del bolognese per indicare la strada della ripresa. Renzi ha visitato prima la Lamborghini, mettendosi anche alla guida di uno dei bolidi prodotti a Sant’Agata Bolognese, poi ha inaugurato il nuovo museo della Ducati a Borgo Panigale, due storici marchi della Motor Valley emiliana oggi in mano al gruppo Audi-Volkswagen. Infine ha partecipato all’inaugurazione del nuovo stabilimento aperto dalla Philip Morris a Crespellano: 500 milioni di investimento e 600 nuovi posti di lavoro per fabbricare la sigaretta di nuova generazione.

“Venti mesi fa – ha ricordato Renzi – quando la Philip Morris posò la prima pietra dello stabilimento, aveva garantito che avrebbero rispettato i tempi, io promisi che sarei venuto all’inaugurazione. Oggi ci sono due novità: un’azienda internazionale che viene in Italia fa un grandissimo investimento, ma c’è anche un governo che è durato in carica venti mesi”.

Ad incontrare il premier anche alcuni lavoratori e delegati della Fiom, che hanno consegnato al primo ministro una lettera firmata da 500 dipendenti Lamborghini. Nella lettera c’è una forte critica al Jobs act, alla buona scuola, alla modifica della Costituzione. Con il Jobs act, in particolare, “si sono umiliati e divisi i lavoratori, e anche in questa azienda tanti operai ed impiegati (circa 300) si trovano ad avere meno diritti rispetto ai propri colleghi solo a causa del fatto di essere stati assunti dopo l’entrata in vigore del primo decreto attuativo del Jobs act. A causa delle scelte sbagliate del Suo Governo- scrivono ancora i lavoratori Lamborghini- oggi in Italia un lavoratore non ha nemmeno più bisogno di avere un contratto per poter lavorare, perché dilaga l”utilizzo dei voucher che si possono comprare in tabaccheria alla stregua di un pacchetto di sigarette. Quelle scelte hanno oggi portato ad una crescita pari a zero, all’aumento dei licenziamenti e alla diminuzione dei contratti a tempo indeterminato”. I lavoratori nella lettera hanno ricordato anche i 90 mila disoccupati in provincia di Bologna, la legge Fornero e la nuova riforma cosiddetta Ape sull’anticipo pensionistico, “che ci costringerà ad accendere un mutuo per andare in pensione”.

 

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