Renzi abbraccia Merola e non lo rimprovera per la firma contro il jobs act

matteo renzi

Bologna, 3 giu. – “Questo è un momento in cui tante cose stanno andando avanti“, dice Matteo Renzi prendendo  a prestito lo slogan elettorale di Virginio Merola per motivare i militanti del Pd locale in vista delle ultime 30 ore prima del voto. “Chiedete un voto per Virginio, per il Pd, per i candidati – li esorta – ma soprattutto un voto per Bologna, perché, e ve lo dico da presidente del Consiglio, l’Italia ha bisogno di Bologna“, una città “solida perché solidale”.

Fra i tavoli della Festa dell’Unità sul lungo Reno, a Casteldebole, Renzi arriva da Napoli con oltre un’ora e mezzo di ritardo, ma non fa mancare il suo abbraccio al sindaco di Bologna che punta al bis. Nessun rimprovero per la firma a sostegno del referendum della Cgil contro il jobs act che Merola ha scelto di fare la settimana scorsa. Renzi non vi ha fatto riferimento nei venti minuti di discorso tenuto davanti alla platea della festa di viale Togliatti e in seguito, durante un’intervista rilasciata in esclusiva a tre emittenti di radio e tv dietro le cucine, ha evitato di criticare il primo cittadino per la sua presa di posizione, ammettendo che non sempre si sono trovati d’accordo neanche quando erano entrambi sindaci e comunque non rinunciando a difendere gli effetti della riforma del mercato del lavoro voluta dal suo governo.

“Andiamo a vincere, meglio se al primo turno“, dice al popolo del Pd bolognese il segretario nazionale, che però smonta la paura di un eventuale ballottaggio ricordando che lui stesso ha vinto al secondo turno. “Sappiamo di potercela fare già al primo turno”, aveva detto poco prima il segretario bolognese Francesco Critelli. Mettendo però le mani avanti aveva aggiunto: “Dovessimo ricorrere ai supplementari, non avremo paura”.

Intervenendo fra Critelli e Renzi, Merola ha lanciato bordate ai suoi avversari di ogni colore politico, attaccando i 5 stelle – “Subiranno la sconfitta più sonora della loro storia” – e il leghista Matteo Salvini – “Noi lo respingiamo con la forza tranquilla della democrazia”. Ne ha avuto anche per “certe forze alla nostra sinistra”, rimproverandole di non aver preso le distanze dalle “forze estremiste complici di Salvini” che lo hanno contestato in piazza. Poi se l’è presa “con questo collettivo Hobo che ha imbrattato una sede del Pd” e a cui, secondo il sindaco, alcune forze di sinistra “non hanno avuto il coraggio di dire quello che sono, fascisti”.

“Andiamo avanti insieme per la vittoria al primo turno”, ha concluso Merola, “per dire al paese: prendete esempio da Bologna, se ce la facciamo noi non diteci più che non ce la potete fare anche voi”.

Il sindaco uscente ha incassato anche il sostegno di Romano Prodi. L’ufficio stampa di Merola ha diffuso una telefonata avvenuta tra i due visto che l’ex presidente del consiglio era di ritorno da Madrid dove ha partecipato alla consueta festa promossa dall’Ambasciata italiana, in occasione del 2 giugno che quest’anno aveva come protagonista la città di Bologna. “Tu eri impegnato in campagna elettorale e così ho festeggiato io, anche a nome tuo, assieme ai tanti ristoratori della nostra città – ha detto Prodi – Ho raccontato dei tanti turisti che arrivano a Bologna, in una città accogliente e vivace dove tanti traguardi sono stati raggiunti in questi anni”.

Nel pomeriggio Renzi sarà a Rimini e Ravenna, avendo scelto di chiudere in Emilia-Romagna la campagna per le amministrative. A Bologna invece è stata annullata in viale Togliatti la chiusura della campagna di Merola con Vito e Andrea Mingardi (ci sarà solo un brindisi alle 20,30 nella sede del comitato di via Galliera), a causa della pioggia caduta sin dalla mattina fra gli stand, circondati da svariati mezzi di polizia e carabinieri e presidiati da decine di body guard fino a che il presidente del consiglio, verso le 16, non è partito, lasciando a distanza e a bocca asciutta alcune decine di giornalisti e video operatori che non hanno potuto rivolgergli nessuna domanda.

 

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