Regione. Piano partecipate da 20 milioni, vendita di quote e fusioni

Bologna, 6 apr. – Società unica delle fiere, fusione tra Ervet-Aster e Lepida-Cup 2000, addio alle terme e ai centri agroalimentari. Dismessa anche la quota in Finanziaria Bologna metropolitana (Fbm). Si riassume così il piano di riordino delle società partecipate della Regione, presentato dalla Giunta Bonaccini. La delibera dovrebbe essere approvata lunedì prossimo, 11 aprile.

Si tratta di un piano da 20 milioni di euro, tra risparmi sui costi di funzionamento (cinque milioni), minori trasferimenti (quattro milioni) ed entrate stimate dalla vendita delle quote (11 milioni). La Giunta conta di attuare il piano entro la fine dell”anno. Le società in house passano dunque da sette a quattro, per effetto appunto dell”uscita da Fbm e delle fusioni tra Ervet e Aster e tra Cup e Lepida. Per Fer e Apt servizi è invece previsto un riordino interno.

Ma in ogni caso, ci tiene a precisare l”assessore regionale al Bilancio, Emma Petitti, “saranno garantiti tutti i livelli occupazionali. Non sono previsti esuberi“, mentre saranno “omogeneizzati i contratti di lavoro” nelle società sottoposte a fusione. Ci sarà però una “riduzione fisiologica” dovuta al turnover bloccato al 25%, spiega il direttore del Personale di viale Aldo Moro, Lorenzo Broccoli. I dipendenti delle società in house sono in tutto 950, con un’età media “abbastanza giovane” e un tasso di sostituzione del 2%. Broccoli parla dunque di un risparmio sul personale, dovuto appunto alle cessazioni, di circa tre milioni di euro.

Le quote delle società che verranno dismesse dalla Regione (sarà scelto un advisor per la valutazione) riguardano invece i tre centri agroalimentari di Bologna, Parma e Rimini, di Piacenza expo (che rientra nel disegno di holding regionale), delle Terme di Castrocaro e delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano. Già deliberata poi la cessione delle quote di Infrastrutture fluviali srl, mentre è già stata liquidata la Società attracchi parmensi. Confermata invece la presenza della Regione nei Cda dell’aeroporto Marconi di Bologna, delle Fiere di Bologna, Parma e Rimini, di Tper, del Porto di Ravenna, di Banca Etica e di Reggio children. “Non è un processo di razionalizzazione ma di riorganizzazione- afferma il sottosegretario Andrea Rossi- abbiamo analizzato l’andamento delle società e individuato i settori specifici in cui concentrare le attività della Regione”. Peraltro, sottolinea Rossi, “non c’erano obblighi a ridurre, dismettere o accorpare, non avendo la attuali società bilanci in rosso o essendoci palesi inutilità”.

Il piano, aggiunge Petitti, permetterà di “semplificare ed efficientare il sistema istituzionale”. Per l’assessore al Lavoro, Patrizio Bianchi, “abbiamo realizzato un reindirizzo strategico”, dando “maggiore competitività al territorio in un’economia aperta”. Da oggi, dunque, prende il via “un percorso che ci impegnerà per diversi mesi- chiosa Rossi- abbiamo avuto un confronto preventivo con i vertici delle società e gli altri soci, ma non sara” un passaggio semplice. Serviranno otto-dodici mesi per completare il progetto”.

Il servizio di prenotazione di visite ed esami, oggi in capo a Cup 2000, passerà a un consorzio ad hoc creato dalle stesse Ausl, non ci saranno più i concorsi per assorbire i centralisti nelle Aziende sanitarie. E’ la diretta conseguenza della decisione della Regione di fondere Cup 2000 con Lepida Un netto cambio di direzione, dunque, rispetto a quanto inizialmente previsto dal piano di riorganizzazione di Cup 2000 approvato dall’assemblea dei soci due anni fa, in cui si prevedeva appunto il passaggio alle Aziende sanitarie delle attività e degli operatori dedicati alle prenotazioni (sportellisti, centralinisti e back office). Nella nuova società’ dedicata all’Ict, dunque, non saranno assorbiti i servizi di prenotazione delle prestazioni sanitarie. E’ invece allo studio la creazione, tramite la trasformazione di fatto del ramo d’azienda di Cup 2000, di una società consortile composta dalle Aziende che ad oggi ricevono questi servizi, con l’obiettivo di dare continuità alle attività e garantire i livelli occupazionali.

(DIRE)

 

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