Referendum scuole. Mezzetti (Sel) bacchetta il sindaco, Lo Giudice (Pd) lo difende

8 gen. – Quello di chi difende l’inevitabilità del finanziamento pubblico alle scuole private e l’immutabilità del sistema è “ideologismo esasperato“. Lo dice Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura e capolista di Sinistra Ecologia e Libertà per il Senato alle prossime politiche. Il vendoliano bacchetta il sindaco Virginio Merola per le parole dure usate nei confronti del Nuovo comitato articolo 33, promotore della consultazione. Parla di “volgarità” Mezzetti riferendosi alle parole del sindaco e di quanti si sono scagliati contro le tesi del comitato.

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In difesa del sindaco interviene il capogruppo in comune del Partito Democratico, Sergio Lo Giudice. Il democratico, che dopo le primarie del 30 dicembre scorso ha un biglietto in tasca per Roma, dice che la risposta “a muso duro” di Merola è stata scatenata dalla pesantezza delle accuse rivoltegli dai referendari, che lo hanno accusato di voler comprimere i diritti dei cittadini. Anche sul mancato accorpamento Lo Giudice difende il sindaco: non poteva decidere lui “un’interpretazione fantasiosa” dello statuto comunale, che il consiglio aveva deciso di non modificare. Per quanto riguarda poi il referendum in sé, il democratico riconosce la bontà del principio alla base delle richiesta del Comitato Articolo 33 (garantire un posto nella scuola pubblica a tutti i bambini che lo richiedono) ma critica lo strumento scelto che in sostanza, secondo Lo Giudice, chiederebbe al Comune di accollarsi i costi di una maggiore offerta nella scuola d’infanzia. “E’ lo Stato che deve fare di più non il Comune” dice Lo Giudice.

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