Referendum scuole. Flamigni pro Articolo33: “Il sindaco non dica sciocchezze”

3 apr. – E’ indirizzato a “chi è disposto a battersi per la scuola pubblica” l’appello nazionale lanciato oggi dal Nuovo Comitato Articolo 33 in piena campagna referendaria per la consultazione che si terrà il prossimo 26 maggio in città e che riguarda i contributi comunali alle scuole dell’infanzia paritarie private. “Bologna riguarda l’Italia” è il titolo del manifesto firmato da scrittori, intellettuali, filosofi che si schierano dalla parte del comitato promotore del referendum e invitano a barrare la risposta ‘A’, quella che chiede di utilizzare il contributo comunale per la sola scuola pubblica.

Tra i firmatari si leggono i nomi di Stefano Rodotà, Andrea Camilleri, Margherita Hack, i Wu Ming, Nadia Urbinati, Carlo Flamigni e molti altri ancora.

Il noto ginecologo, padre della fecondazione assistita, da sempre in prima linea per difendere la laicità dello Stato, ha deciso di aderire all’appello per tre ragioni: la prima rigurda proprio la necessità di difendere la laicità delle istituzioni e della scuola pubblica; la seconda sta nell’apprezzamento dello strumento referendario; la terza sta nell’esemplarità di Bologna, città da sempre laica. “Il referendum è uno strumento per evitare che una legge creontea ci faccia dei danni” dice Flamigni. All’obiezione dei difensori del sistema delle convenzioni, e cioè che senza contributo pubblico 1600 bambini rimarrebbero senza posto a scuola, Flamigni risponde che la distribuzione delle risorse può essere rivista e che comunque compito della politica è scegliere delle priorità.

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