Referendum scuola. Pd: “Votate B come Bologna”

27 mar. – Il Pd scende in campo a fianco al sindaco Virginio Merola a difesa del sistema delle convenzioni con le private e attacca il Comitato Articolo 33: “Il quesito è fuorviante, è solo un sondaggio del cuore“. Lo ha detto oggi il segretario bolognese Raffaele Donini, presentando l’agenda del suo partito in vista del referendum consultivo del 26 maggio. “Il Pd è a fianco al sindaco, alla giunta, all’amministrazione e ai comitati civici che sosterranno le ragioni della risposta B, per quanto il quesito sia fuorviante”, ha detto Donini, sicuro che presto ci saranno iniziative analoghe a quella dell’economista cattolico Stefano Zamagni

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Subito dopo Pasqua ci sarà un’assemblea seminariale con i presidenti e i direttivi dei circa 50 circoli Pd di Bologna, insieme all’assessore comunale alla Scuola Marilena Pillati. Poi si proporranno anche incontri nei circoli, allargando gli inviti alla platea degli elettori delle primarie. A seguire ci saranno 9 incontri di quartiere insieme al sindaco.

Da subito, però, il Pd lancia una petizione per chiedere allo Stato, “grande assente”, di investire di più sulle scuole dell’infanzia, o con la gestione diretta di più scuole (a Bologna si ferma al 17%, mentre il Comune arriva al 60%) o assicurando al Comune “i fondi necessari affinché possa proseguire il suo impegno”.

A maggio, prima del referendum, saranno promossi gli “Stati generali della scuola dell’infanzia” e ci sarà un’altra “giornata di proposta” dopo il voto, “per raggiungere l’obiettivo di un servizio di qualità che non escluda nessuno dei nostri bambini”. A chi gli chiede che ne sarà dei democratici che continueranno a sostenere la risposta A al quesito, Donini risponde: “Saranno in difformità alla linea del partito, ma non ho il potere di Grillo”.

 

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