Quel sindaco di prim’ordine che non volle accettare il “Movimento”

Bologna 7 ago.-  Il sindaco che nel 1977, all’indomani dell’uccisione da parte di un carabiniere dello studente di Lotta Continua Francesco Lorusso, invoca i carri armati (d’accordo con l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga) e fa presidiare la città alle forze dell’ordine.

Il sindaco che tiene unita la città dopo la strage del 2 Agosto ed è a fianco di Sandro Pertini in una piazza Maggiore attonita e confusa.

Il sindaco che concede il cassero di Porta Saragozza all’Arcigay col il via libera dell’allora segretario Renzo Imbeni, che sarà il suo successore.

I tre atti di Renato Zangheri, sindaco di Bologna dal 1970 al 1983, nel ricordo di Beppe Ramina. Giornalista, ex dirigente di Lotta Continua, tra i fondatori di Radio Città del Capo e attivista del movimento gay, Ramina ricorda il sindaco che nel 1977 si oppose in modo frontale al movimento studentesco “siamo stati definiti da Berlinguer untorelli fascisti”. Ma ricorda anche il sindaco che “con una giunta di prim’ordine” aveva una visione lunga del governo della città.

L’intervista

foto in home dall’archivio di Radio Alice

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