Quando veneti e trentini combattevano per l’Impero austro-ungarico

Bologna, 25 mag. – Domenica a Bolzano è andato in scena lo “sciopero del tricolore“. Le istituzioni locali hanno detto ‘no’ all’ordine di issare il tricolore per il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia. Era il 24 maggio 1915 e le truppe del Regio Esercito attaccarono quelle dell’impero austro ungarico, esercito multietnico che tra i suoi ranghi inquadrava anche contingenti di veneti, friulani e trentini.

La richiesta di issare il tricolore, arrivata direttamente dal Consiglio dei Ministri, a Bolzano (un provincia dove il 70% della popolazione parla tedesco) non è piaciuta a molti, e infatti sugli edifici comunali le bandiere sono rimaste a mezz’asta.

Dello sciopero del tricolore, delle radici storiche di questa protesta, del movimento separatista che in Trentino Alto-Adige ha conquistato 8 seggi su 32, abbiamo parlato con Marco Angelucci, cronista dell’Alto Adige e collaboratore di Radio Tandem, e con lo storico Vanja Zappetti. Assieme a Danilo De Biasio, giornalista di Radio Popolare e autore del programma L’autista moravo, abbiamo ascoltato due frammenti audio scovati da De Biasio negli archivi dell’Accademia delle scienze austriache. Pochi secondi di registrazione, abbastanza per sentire cantare in veneto. “Pensavo fossero prigionieri italiani arrestati dagli austriaci – dice Danilo De Biasio – In realtà si tratta di un contingente italiano che nel 1916 combatteva per l’esercito asburgico. Quel pezzo di mondo andato in frantumi con la guerra era una cosa complicata, non si può ragionare su questo tema con la retorica delle elezioni o degli estremismi”.

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