Protesta dei lavoratori della fiera contro i 123 licenziamenti annunciati

Bologna, 29 giu. – Dopo l’annuncio di 123 esuberi, questa mattina c’è stato un corteo interno dei lavoratori fra i padiglioni della fiera, sotto il sole a picco, per raggiungere la palazzina dirigenziale sorvegliata dai carabinieri, dove oggi era prevista una riunione dei soci sul buco di bilancio da quasi 9 milioni di euro. Erano presenti in molti dei 240 lavoratori di Bologna Fiere, la metà dei quali colpiti dai tagli di personale annunciati dalla dirigenza di via Michelino. Non solo i 120 part time che rischiano il posto ma anche i full time, perché ormai si sentono in pericolo tutti.

“Vergogna, ladri, chiamate la finanza”, urlavano, mentre una delegazione sindacale otteneva di entrare a parlare con il presidente Franco Boni, per la prima volta da quando è arrivato a Bologna, sottolineavano i sindacati.
“Le vostre incompotenze non le paghiamo noi. Ritirate la mobilità”, diceva un grande striscione preparato stamattina. “Delinquenti, macellai”, urlavano i lavoratori e le lavoratrici sotto tutte le bandiere  dei sindacati confederali, di Usb e di Sgb, tutti insieme a chiedere il ritiro dei licenziamenti prima di tutto.
“Seguirò questa vicenda con attenzione”, ha detto il sindaco Virginio Merola al termine della prima riunione della sua nuova giunta, riferendo che il nuovo assessore al Bilancio Davide Conte stamattina è andato in fiera all’assemblea dei soci. Il Comune infatti è socio pubblico della fiera insieme alla Regione.
Al presidio Emily Clancy era l’unica consigliera presente. “Un dovere essere con loro che denunciano sprechi e stipendi d’oro mentre prendono mille euro al mese e vengono licenziati”, ha detto.
Filcams Cgil ha chiesto formalmente il ritiro della procedura di mobilità e un tavolo negoziale anche con i soci pubblici. E ha attaccato Merola che ieri aveva parlato delle scelte della fiera come di misure necessarie.

Dei tagli di personale in fiera aveva parlato in campagna elettorale il candidato 5 stelle Massimo Bugani, che ieri si è detto “indignato, schifato e amareggiato” per come a queste informazioni – poi confermate dalla dirigenza fieristica – avevano reagito la Cgil e il sindaco.

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