Prodi lascia la fondazione Carisbo. “Assemblea appesantita e cristallizzata”

Bologna, 19 apr. – Romano Prodi lascia la fondazione Carisbo dopo la bocciatura a sorpresa della candidatura del rettore Francesco Ubertini all’assemblea dei soci della Fondazione Carisbo.

L’ex premier e presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli si è dimesso da socio assieme a Gianni Lorenzoni, professore emerito di economia all’Alma Mater. “In occasione dei recenti eventi avvenuti nella vita della Fondazione, riteniamo doveroso e utile rassegnare le nostre dimissioni da soci della fondazione stessa”, scrivono Prodi e Lorenzoni in una lettera indirizzata “con amicizia” al presidente dell’ente di via Farini, Leone Sibani.

Doveroso perché la rottura nei confronti dell”Università appare dannosa e ingiustificata per i fini della fondazione”, spiegano prendendo le distanze da quanto avvenuto ieri in assemblea. Il loro addio all’assise della fondazione, aggiungono Prodi e Lorenzoni, sarà comunque “utile, perché servirà a rinnovare il corpo dei soci che, pur in presenza di profili di grande valore, si è eccessivamente appesantito e cristallizzato negli ultimi anni”. Insomma, una spinta verso un rinnovamento che forse è stato tradito dal voto di ieri. La bocciatura di Ubertini, del resto, era inattesa: in 45 avevano formato per la candidatura del magnifico, al quale, tuttavia, alla fine sono mancati 14 voti, non consentendogli di raggiungere consensi sufficienti per l”elezione nell’assemblea dei soci.

“Sono sorpreso e personalmente molto, molto dispiaciuto. A distanza solo di un giorno dall’episodio malaugurato di ieri, per me era impensabile. Sono molto molto dispiaciuto. Anche perché queste due persone avrebbero potuto dare un contributo a risolvere i problemi che la Fondazione dovrà affrontare”, afferma Sibani, che spera comunque che Prodi e Lorenzoni possano tornare sui loro passi. A questo punto, il numero uno di via Farini si consulterà con gli organi della fondazione, il cda e il collegio di indirizzo. “Per quello che mi riguarda e mi compete farò di tutto perché si torni ad essere un ambiente sereno e collaborativo e, se fosse possibile, per farli recedere dalla loro decisione”, auspica Sibani parlando alla ”Dire”. Convinto, peraltro, che lo strappo di Prodi e Lorenzi, di fatto, “aggravi la situazione”, rendendo più complicato rimettere in accordo le parti in causa. Il rischio, in realtà, è che la Fondazione Carisbo resti isolata rispetto altre istituzioni cittadine.

Coltivare “lo splendido isolamento” o, all’opposto, tentare di “mettere all’angolo” un’istituzione importante come Palazzo Saraceni “possono essere un danno per la comunità, non solo per noi”, avverte Sibani, che ora intende lavorare per comporre lo strappo e ricostruire un clima di collaborazione. “Bisogna fare di tutto perché questo conflitto si recuperi e si torni ad essere collaborativi tutti quanti”, è il suo proposito.

(DIRE)

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