La procura indaga sull’acqua agli occupanti

acqua via mario de maria

Bologna, 7 lug. – La Procura di Bologna ha avviato indagini sull’ordinanza con cui il sindaco Virginio Merola, lo scorso 23 aprile, dispose l’allaccio della fornitura idrica al condominio di via De Maria, occupato dal collettivo Social Log dal 6 marzo 2014, dove vivono una settantina di persone. La Digos, come riferito dal Resto del Carlino, è stata in Comune per acquisire la documentazione relativa all’ordinanza. L’acquisizione, richiesta dal Pm Antonello Gustapane, è stata decisa d’ufficio dalla Procura: non ci sono esposti di privati, né di politici o associazioni. “Si tratta di ordinari approfondimenti, trattandosi di immobili di grandi dimensioni oggetto di decreto di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria”, ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa. Il provvedimento di Merola, all’epoca, fu oggetto di varie polemiche politiche perché per qualcuno era in contraddizione con l’art 5 del Piano casa, che vieta l’allaccio delle utenze nelle abitazioni occupate.

Gli “Inquilini resistenti” di Social Log ricordano che con una “grande battaglia di giustizia sociale e per la dignità la nostra città è stata la prima in Italia a mettere concretamente in discussione” questa norma, aggiungendo che poche settimane fa anche la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini, “ha garantito pubblicamente l’indisponibilità a recepire l’articolo 5 all’interno del piano casa regionale”. Social Log, che oggi ha messo in atto un nuovo presidio antisfratto per quattro famiglie, tornerà in piazza il 16 luglio con una “Notte Rossa”.

“Hanno chiesto la documentazione e noi forniamo continuamente documentazione”, si limita a rispondere Merola a chi, come l’agenzia stampa Dire, gli chiede se c’è preoccupazione.
L’erogazione dell’acqua era stata tolta a fine ottobre 2014 dal proprietario del palazzo, Enio Baschieri, che aveva pagato a Hera un migliaio di euro per chiudere la conduttura, sulla base dell’art. 5 del Piano Casa, che oltre che l’allaccio delle utenze vieta anche agli occupanti di chiedere la residenza. Le famiglie, tra cui diversi minori e tre disabili, avevano vissuto per diversi mesi senza acqua corrente e grazie solo ai sacchetti di acqua potabile, forniti dal Comune fino all’ordinanza.

Lo stabile di via Mario de Maria è sotto sequestro deciso dal tribunale del Riesame. Lo scorso 20 maggio è andato a vuoto un tentativo della polizia di eseguire il sequestro dell’immobile: agli agenti della Digos, che si erano presentati per notificare il provvedimento, era stato impedito dai collettivi l’ingresso allo stabile. Situazione del tutto simile è quella della più grande occupazione cittadina, quella dell’ex Telecom in via Fioravanti.
Per la terza occupazione del collettivo Social Log, quella di Mura di Porta Galliera, è stata rigettata dal Gip la richiesta di sequestro e la Procura ha annunciato il ricorso al Riesame.

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