Processo Black Monkey, il pm chiede 24 anni per Nicola Femia

blackBologna, 9 giu. – Condanne per tutti gli imputati, fino ad un massimo di 24 anni e sei mesi. Le ha richieste il Pm della Dda di Bologna Francesco Caleca, alla conclusione della propria requisitoria nel processo ‘Black Monkey‘: nel mirino c’è un’organizzazione che guadagnava con il gioco illegale, di cui fanno parte, nell’ipotesi dell’accusa, anche personaggi legati alla ‘Ndrangheta. La richiesta più alta è stata formulata nei confronti di Nicola Femia, ritenuto il vertice del gruppo. Per lui, appunto, è stata chiesta al tribunale collegiale una pena di 24 anni e sei mesi.

Sono 14 gli imputati ai quali è contestata l’associazione mafiosa o il concorso esterno. Tra gli atti dell’inchiesta c’è l’intercettazione di una telefonata a fine 2011 in cui Femia parlava con un altro indagato di fare del male al giornalista Giovanni Tizian, dopo articoli sulla Gazzetta di Modena che non aveva gradito. Tizian è parte civile, così come Libera e la Regione Emilia-Romagna: i loro legali prenderanno la parole nella prossima udienza.

L’inchiesta della Dda e della Guardia di Finanza sul gruppo che faceva profitti con il gioco illegale on line e con le slot manomesse a partire dall’Emilia-Romagna deflagrò a gennaio 2013, quando furono eseguite 29 ordinanze di custodia cautelare. Il processo per i 23 imputati è iniziato a marzo 2014 ed è stato seguito quasi sempre da un folto pubblico di giovani, tra cui diversi appartenenti a Libera. Il totale di anni di condanna chiesto dal Pm è di 221. Tra le più alte, le richieste di pena per i figli di Femia, Rocco Maria Nicola (19 anni e sei mesi) e Guendalina (14) e per il genero Giannalberto Campagna (15), accusati del reato associativo; di concorso esterno rispondono invece l’ex ispettore di polizia Rosario Romeo, per cui il Pm ha chiesto 12 anni e Guido Torello, l’uomo della telefonata con Femia su Tizian (10 anni). La sfida della Procura è soprattutto quella di vedere riconosciuta dal collegio presieduto dal giudice Michele Leoni la sussistenza dell’associazione di tipo mafioso.

Il Pm nelle tre udienze in cui ha ripercorso il quadro accusatorio ne ha tratteggiato le caratteristiche, riferendosi ai rapporti con organizzazioni di stampo ‘ndranghetistico, ma anche ad un potere intimidatorio autonomo, tipico a suo avviso delle ‘nuove’ formazioni di ‘Ndrangheta, presenti nelle regioni del Nord Italia. Un gruppo concentrato sui propri interessi economici, attento ai rapporti con persone dentro alle forze dell’ordine e a quello che i mezzi di informazione scrivono di chi ne fa parte. Gli imputati che avevano optato per l’abbreviato hanno visto confermare recentemente condanne dalla Cassazione, che però non ha riconosciuto l’associazione mafiosa, come in precedenza non fece il tribunale del Riesame.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.