Primavera Sound 2017: Day 3

The Magnetic Fields

Barcellona, 4 giu. – L’ultimo giorno del Primavera Sound 2017 per chi vi scrive comincia con un live magnifico, o meglio, con la seconda parte di un doppio concerto che fa della potenza narrativa e della qualità di scrittura un punto di forza: i Magnetic Fields, infatti, hanno portato in anteprima a Barcellona tutto l’ultimo 50 Song Memoir, diviso in due programmi, proprio come si usa fare teatro. E infatti il palco dell’Auditori vede una scenografia che contiene il frontman Stephin Merritt in una specie di casetta piena di strumenti e oggetti, circondato da musicisti eccezionali, sormontata da un ovale su cui vengono proiettati animazioni e video in tema con le cinquanta canzoni che segnano, anno dopo anno, il suo primo mezzo secolo di vita. Uno spettacolo intimo, intelligente e molto divertente, interpretato con graziaironia, che ci è rimasto nel cuore.

Van Morrison (foto di Eric Pamies)

Poi è la volta dei Pond, di scena tra qualche giorno a Bologna, nella rassegna estiva del Covo: gli psych-rocker australiani, “spin off” dei Tame Impala, presentano un set che alterna momenti molto muscolari a frangenti eterei, con una leggera propensione per i primi: un live eterogeneo e travolgente che si conclude con la title track dell’ultimo lavoro The Weather.
Il concerto che segue non potrebbe essere più diverso, perché sul palco Heineken sale una leggenda, Van Morrison. Asta e microfono d’oro, tanto per non lasciare dubbi sulla statura del personaggio, “Van the Man” snocciola un successo dopo l’altro, tra brani storici e cover blues e rock’n’roll: uno spettacolo più adatto alla frangia più anziana del pubblico del festival, che conferma da un lato la classe della sua scrittura e dei musicisti al seguito, e dall’altro la proverbiale tiepidezza del suo rapporto col pubblico, a cui sono state donate poche parole nonostante l’adorazione tributata nei confronti del nordirlandese.

Seu Jorge (foto di Garbine Irizar)

A seguire, ecco Wrongonyou: il musicista romano è il terzo italiano del cartellone di showcase del Primavera Sound e si esibisce chitarra e voce di fronte a un pubblico formato per lo più da connazionali, mostrando una buona dose di sicurezza e rilassatezza sul palco. Marco Zitelli scrive e suona bene, usa con perizia pedaliere e loop station, ma lo preferiamo senza ombra di dubbio quando limita l’uso di effetti sulla voce, spesso filtrata da harmonizer e dall’autotune.
Chi usa solamente chitarra (classica, in questo caso) e microfono è Seu Jorge: il musicista brasiliano è diventato famoso per avere reinterpretato a suo modo i brani di David Bowie nella colonna sonora di Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson, che vengono portate dal vivo per la prima volta a un anno e mezzo dalla morte del Duca Bianco e a tredici dall’uscita del film. Un concerto-omaggio delicato e toccante, che forse sarebbe stato meglio vedere negli spazi grandi ma allo stesso tempo raccolti dell’Auditori, che invece perde un po’ del suo potenziale e viene disturbato dai live dei palchi vicini. Peccato, ma sentire migliaia di persone che cantano “Starman” o “Space Oddity” è da pelle d’oca.

Arcade Fire (foto di Sergio Albert)

Gran finale con gli Arcade Fire: la band canadese, dopo il live a sorpresa dell’altroieri, comincia così ufficialmente il tour di presentazione di Everything Now suonando – oltre alla title track – anche un secondo inedito, “Creature Comfort”, e regalando un live stracolmo di energia, capace di andare dalle esplosioni sonore di “No Cars Go” alla pacatezza di un’inaspettata “Neon Bible”, assente da più di un lustro dalle scalette del gruppo. Quasi due ore di concerto pressoché perfetto, con i musicisti in continuo movimento sul palco che ha come sfondo uno schermo preceduto da un parallelepipedo trasparente che crea effetti suggestivi di ombre e trasparenze, aumentando le emozioni di uno spettacolo davvero coinvolgente, decisamente più vario e meno roboante, ma non meno efficace, di quello visto tre anni fa, all’epoca dell’uscita di Reflektor. Il nostro consiglio è di non perderli quando passeranno da Milano e Firenze il 17 e 18 luglio prossimi.

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