Prefetto, Sindaco e Questore: pace fatta a metà

tavolo protocollo sicurezza

Foto Dire

Bologna, 16 ott –  Il vertice  tra sindaco, prefetto e questore si è concluso positivamente, o almeno in parte. Le incomprensioni tra Questura, Comune e Prefettura erano nate ieri, quando polizia, Digos e carabinieri hanno sgomberato un edificio occupato in via Solferino senza avvertire il Comune.

“Ci siamo chiariti definitivamente – commenta il sindaco Virginio Merola sulle scale della Prefettura a margine della firma del Patto per la sicurezza – l’incidente è chiuso e la collaborazione riprende”. Ma qualcosa resta ancora da chiarire, come la richiesta della Digos di acquisire i filmati in cui l’assessore Amelia Frascaroli diceva che le occupazioni creano valore sociale. “Su questo mi riservo un supplemento di riflessione”, conclude Merola, sebbene prima dell’incontro avesse promesso una risposta.

Il questore Ignazio Coccia, presente stamattina con il sindaco e il prefetto alla firma del nuovo protocollo, aveva commentato così: “Non ho l’obbligo di avvertire o preavvertire nessuno, se non il prefetto, la Procura ordinaria e quella dei minori, come peraltro è accaduto. I servizi sociali sono stati avvisati non appena è stato evidente che nella struttura c’erano dei minori. Ma per capirlo dobbiamo prima entrare e verificare”.

E infatti la tensione era evidente: sindaco e questore non si sono neanche guardati. Al tavolo dei relatori, tra di loro, si è seduto il sindaco di Imola e vicepresidente della Città metropolitana Daniele Manca, e quando è andato via il posto è rimasto simbolicamente vuoto.

Quindi la Prefettura era al corrente dello sgombero? A questa domanda inizialmente il prefetto Ennio Mario Sodano non risponde: ” Prima o dopo, non è questo il problema” poi taglia corto e, senza chiarire quando, dice di essere stato avvertito. Sodano comunque ammette che qualcosa sia andato storto, ma niente che possa mettere in discussione il lavoro che gli enti fanno, insieme, da mesi. “Se qualcosa non ha funzionato vedremo, ma ritengo si tratti di questioni marginali”. Insomma, niente di grave per il prefetto.

Il sindaco invece, prima dell’incontro, non aveva mascherato il suo disappunto: “Quello che interessa al comune di Bologna è che i bambini non siano trasformati in occupanti. Chiediamo solo di dare la priorità ai minori e di non perdere la coscienza civile di questa città. Non vogliamo sapere prima degli sgomberi per darne comunicazione di massa, stiamo parlando di situazioni in cui sono coinvolti minori”.

Sul mancato avvertimento dello sgombero ieri si era espressa anche Sandra Zampa, vicepresidente del Partito democratico e della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, annunciando di voler presentare una interrogazione parlamentare “perché il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, chiarisca che cosa si intenda per cooperazione tra le istituzioni”.

Anche i vendoliani non ci stanno e annunciano un’interrogazione parlamentare. “In accordo con il capogruppo alla Camera, Sel porterà quanto accaduto all’attenzione del Governo con la presentazione di un’interrogazione urgente. È la prima volta che si manifesta un intervento così pesante nei confronti della libertà di espressione di un Amministratore. Il fatto che accada nella nostra città, a pochi mesi dal voto, il giorno dopo uno sgombero con presenza di minori di cui la Questura non ha informato il Comune e i servizi sociali, ci preoccupa moltissimo”.

Antonella Scarcella

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