Poste. Arriva lo sciopero: “L’azienda taglia per privatizzare”

poste posta foto fedewild CC BY-SA 2.0

Foto flickr fedewild CC BY-SA 2.0

Bologna, 18 mag. – In Emilia-Romagna arriva lo sciopero delle Poste. Uffici postali chiusi o a mezzo servizio, portalettere fermi, centri di smistamento che vanno a rilento. La Cgil e la Uil, le sigle che guidano la protesta, parlano di un’azienda che sta risparmiando “per rendersi appetibile in vista della privatizzazione“. Un modo per risparmiare sui costi è quello della consegna a giorni alterni, programmata al momento solo nei piccoli comuni. “Si parla di 15 milioni di persone che potrebbero essere colpite da questo tipo di consegna – spiega Loris Sermasi della Slc Cgil – Quando diventerà operativo potrebbe colpire tutta la provincia tolta Bologna e i grandi comuni dell’hinterland. Già ora nei comuni di montagna capita di vedere uffici chiusi per problemi tecnici, un modo per mascherare la mancanza di personale”.

Oltre a incrociare le braccia i lavoratori delle poste hanno indetto un presidio di fronte alla Prefettura. Non c’è solo lo sciopero di oggi, lunedì 18 maggio. Fino al 22 maggio i sindacati hanno proclamato il blocco degli straordinari.

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