“Positivo ma non infettivo”: nasce il BLQ Checkpoit

immagine maglietta

Bologna, 26 giu. – In occasione del Pride di Bologna che attraverserà la città nella giornata di sabato 27 giugno, Plus onlus, la rete di persone lgbt sieropositive, ha inaugurato il BLQ Checkpoint primo centro italiano per la salute sessuale interamente gestito dalla comunità LGBT.

Lo slogan “Positivo ma non infettivo”, serigrafato sulle magliette di Plus onlus, è stato scelto per sfilare durante il Pride. “I pregiudizi sono tanti, anche all’interno della nostra comunità – ha detto Stefano Pieralli, vicepresidente di Plus onlus – Vogliamo sfilare con questa maglietta per far conoscere la terapia come prevenzione (TasP) e alcune informazioni che sono scientificamente riconosciute dal 2008. Ad esempio che una persona a viremia zero non è più contagiosa. Il vero rischio per il contagio è non farsi il test, non sapere di essere positivi e avere rapporti a rischio. Si tratta di uno stigma stupido è inutile”.

La struttura è nata in via San Carlo, 42/c in un edificio del Comune assegnato all’associazione e totalmente ristrutturato a spese di Plus onlus, anche grazie all’assegnazione di fondi europei e donazioni. Il BLQ Checkpoint entrerà a regime a partire da settembre 2015, tre giorni alla settimana, con due turni serali e un festivo ed effetturà i test HIV e HCV (epatite C virus), oltre a counselling e supporto psicologico. “Lo scopo di questa iniziativa è invertire i dati epidemiologici sull’infezione HIV – ha specificato Pieralli – fare ricerca sociale e combattere contro lo stigma delle persone seriopositive. Ci vogliamo occupare della salute sessuale delle persone. Il nostro target principale sono le persone lgbt, ma siamo aperti a tutti”. Da settembre, inoltre, insieme al San Raffaele il BLQ Checkpoint farà una ricerca sociale sull’HCV, raccogliendo dati nella comunità lgbt, per sapere quanto è diffusa l’infezione.

BLQ checkpoint

L’inaugurazione del BLQ checkpoint

Il centro punta molto sugli aspetti sociali più che sanitari. “Vogliamo prendere in tempo eventuali sieroconversioni – ha spiegato Pieralli – La terapia a viremia zero rende la persona non infettiva. Prendendo immediatamente la sieroconversione si garantiscono terapie meno invasive e una qualità di vita migliore e inoltre si riduce la possibilità di contagio”.

Il progetto funziona grazie alla sinergia tra Plus onlus, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Ausl e Sant’Orsola. Molti i progetti attivati dalla rete Plus onlus: dall’indagine “Useresti la Prep” (la profilassi pre-esposizione, che consiste in un intervento farmacologico attuato prima di una possibile esposizione all’HIV allo scopo di prevenire il contagio), al sondaggio nazionale sulle preferenze del test, oltre a conferenze e partecipazione a convegni in tutto il mondo.

di Martina Nasso

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