“La bellezza è scontata”: intervista a Pop X

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Un fotogramma del video di Madamadoré

12 gen. – Galeotto fu il Don Giovanni di Mozart: è in un allestimento dell’opera a Trento, infatti, che nel 2003 Davide Panizza incontra Walter Biondani e i due cominciano da subito a creare musiche e video insieme. Dodici anni e decine di canzoni dopo, i Pop X (ormai una sorta di collettivo) pubblicano la raccolta Best of P o P _ X, e nell’ottobre scorso escono con Lesbianitj per Bomba Dischi. Scoppia un caso: il pop dai suoni elettronici, squadrati e piuttosto grezzi delle tracce, accompagnato da testi spesso nonsense cantati con l’autotune senza lesinare in volgarità, accoppiato a video dagli effetti digitali raffazzonati (o che appaiono tali) divide. C’è chi li incensa, come Edoardo Camurri su Linus, ma sul gruppo si sono riversati anche sentimenti molto negativi. Noi, per capire meglio questo fenomeno, abbiamo raggiunto al telefono Davide, in occasione del doppio sold out al Covo di oggi e domani: “Il successo mi colpisce e ne sono contento, ovviamente, ma non è una sorpresa: seguire il nostro percorso in maniera ossessiva per anni, si spera che porti a dei frutti”, ci ha detto a Maps.

“Noi rappresentiamo semplicemente la realtà che ci circonda, secondo il nostro punto di vista: video e canzoni offrono una nostra percezione della realtà. Non c’è molta bellezza in quello che viviamo, secondo me, ma ‘brutto’ è l’aggettivo sbagliato: la realtà è semplicemente così e la bellezza è scontata“, ma non pensiate che ci sia un recupero intenzionale dell’estetica del passato. “I suoni di Lesbianitj sono realizzati con software moderni, quindi non sono ‘di ieri'”, ha precisato il nostro ospite, approfondendo ai nostri microfoni la parte visiva, fondamentale per i Pop X, al punto tale che un’immagine o uno spunto visivo possa essere il vero seme generatore di tutto: “Non abbiamo storyboard, possiamo anche non avere la canzone per un video, ma abbiamo un’idea. Quando abbiamo realizzato la clip per ‘Madamadoré’ ero bombardato da immagini e notizie sull’ISIS e vedevo tamarri ovunque andassi in giro: perché non travestirsi da tamarri, andare in un campo e farci bombardare dall’ISIS?”. Detto fatto: guardare alla realtà, anche a quella più povera, isolarne degli elementi, “quelli esagerati, che vanno in cortocircuito”, e metterli in scena. “La realtà di Trenitalia è piena di cortocircuiti legata al malfunzionamento dei treni o all’inadempienza del personale, cose che fanno innervosire chi viaggia. Sono elementi talmente assurdi da diventare interessanti e girarci un video: mi immagino dei capostazione che vengono messi alla gogna”, fantastica il musicista, anticipando forse il soggetto di un prossimo video.

Ma la conclusione della nostra chiacchierata svela che ci sono anche altri pensieri nella testa di Panizza: “La cosa più importante in questo momento per me è riflettere sull’età: in questi dodici anni c’è stata una fase in cui ero molto immerso nel mio presente e in quello che mi circondava. Con il tempo noto che quest’interesse affievolisce e dà spazio ad altre cose, la realtà ti interessa sempre meno, ti fai meno domande su quello che ti circonda e dai per scontato che le cose siano così”. Il preludio per una svolta netta, quindi? “Diciamo che nella band teniamo sempre degli elementi di gioventù anche per mantenere questa voglia di stare nella realtà che forse a noi vecchi inizia a mancare”, conclude il trentunenne Davide prima di scoppiare in una risata sincera e forse anche un po’ liberatoria.

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