Polizia davanti alle scuole. Don Zappolini: “Ecco perché è sbagliato e inefficace”

Bologna, 6 sett. – “Le scuole non hanno risorse per fare con i ragazzi esperienze formative di prevenzione e i soldi si spendono per poliziotti, cani poliziotto e macchine della polizia davanti alle scuole: oltre che sbagliato è inefficace”. Non usa mezzi termini Don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), nel valutare la sperimentazione “Scuole Sicure” lanciata ieri dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. La “battaglia antidroga” promossa dal leader leghista si presenta con l’obiettivo di combattere lo spaccio nei pressi delle aree scolastiche e prevenire l’uso di droghe nei minori ma Don Zappolini non esita a definire “punitivi” gli strumenti messi in campo.

Ai 15 Comuni selezionati – tra i quali anche Bologna – verranno infatti erogati complessivamente 2,5 milioni di euro utili principalmente per assumere agenti di polizia, vigili urbani ed installare impianti di videosorveglianza. Sono cose che non hanno nessun valore sul campo della prevenzione”, spiega Don Zappolini, ponendo a confronto il tema della droga con quello della recidiva carceraria: “Chi finisce la pena in carcere ha una recidiva del 90%, mentre per chi sconta la pena in programmi alternativi non supera il 10%. Con la Fini-Giovanardi migliaia di ragazzi sono finiti in carcere e chiaramente non ne sono usciti rafforzati nel rapporto con sostanze pericolose come le droghe”.

In definitiva, secondo il presidente del Cnca si tratterebbe di una campagna utile solo a “tranquillizzare la gente che vuole affrontare in modo semplicistico un problema complesso”. Un intervento efficace sul piano della prevenzione prevederebbe piuttosto il finanziamento diretto alle scuole per realizzare percorsi educativi, a differenza di quanto previsto dall’attuale sperimentazione che destina ai progetti di questo tipo solo una minima parte dei contributi totali, non superiore al 10%. “Invece che spendere questi soldi diamoli alle nostre scuole affinché abbiano gli strumenti, gli spazi, la possibilità di far vivere ai ragazzi anche esperienze di questo genere in collaborazione anche con le realtà del terzo settore che, come la nostra, da decenni sono impegnate in questo campo”, conclude Don Zappolini.

      don Armando Zappolini

Simile il parere di Daniele Gambini, coordinatore dei Sert di Bologna, che ha confermato i dati esposti dal ministro Salvini rispetto all’abbassamento dell’età di prima assunzione di sostanze (intorno ai 13 anni), sottolineando però come principalmente si tratti di “alcool e la cannabis”. Di fronte a questo, Gambini individua la scuola come il luogo principe in cui “i giovani devono ricevere un intervento educativo che vada al di là delle materie insegnate”. Le campagne di prevenzione andrebbero fatte dunque “nell’arco dell’anno scolastico da parte innanzitutto degli insegnanti, che sono gli educatori naturali e quotidiani dei ragazzi, insieme ai genitori”.

      Daniele Gambini. Sert

Sull’argomento sono intervenuti questa mattina: Hassan Bassi, segretario nazionale di Forum Droghe, che l’ha definita “una direttiva di propaganda”; le presidi Elena Ugolini e Daniela Turci, rispettivamente delle scuole Malpighi e dell’IC 1 di San Lazzaro di Savena, il professore del liceo scientifico Copernico Orazio Sturniolo e Barbara Gotti, mamma di due bimbi che frequentano le scuole medie.

      Dibattito su 'Scuole Sicure'

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