Petrina, il nuovo disco: da John Cage a The Doors

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Bologna, 9 giu. – Debora Petrina è una cantante e pianista con un background classico e contemporaneo, ma la sua arte è in grado di muoversi agilmente anche nella forma canzone. Vanta collaborazioni del calibro di David Byrne (Talking Heads), Elliott Sharp Paolo Fresu. Il 4 giugno è stata nostra ospite a Maps e ci ha parlato del suo nuovo disco “Roses of the day, uscito il 14 febbraio scorso, rivelando qualche particolare del suo live speciale all’ArtRockMuseum.

Il nuovo lavoro discografico è stato prodotto dal trombettista Paolo Fresu per l’etichetta Tǔk Voice, fondata dal produttore stesso. Questo album, che Petrina  sta portando in tour per l’Italia e che suonerà dal vivo in agosto negli Stati Uniti, è composto da dieci cover, anche se probabilmente definirle tali è riduttivo. Petrina infatti ci ha spiegato che si tratta, più che di reinterpretazioni, di vere e proprie ricomposizioni. In questi brani ha messo mano alle armonie , alle melodie e alle ritmiche originali, modificando e rielaborando, anche profondamente, la scrittura musicale di partenza. Il pianoforte è il protagonista assoluto e unico delle registrazioni: Petrina lo suona con classicità e con moderna visceralità al tempo stesso. Nonostante la voce sia accompagnata solo da questo strumento, l’aspetto timbrico nel disco riesce ad essere vario, grazie soprattutto alle soluzioni di pianoforte preparato che utilizza. Il coinvolgimento dell’ascoltatore è assicurato.

Petrina spiega che la scelta dei brani da inserire nell’album è stata dettata da ragioni affettive. Le diecitracce vanno a formare un diario che è composto dalle canzoni che l’hanno segnata di più durante la sua crescita. Figurano capolavori come “Burning Down the House” (Talking Heads), “Ghosts” (David Sylvian), “River Man” (Nick Drake) e brani celebri come “Light my fire” (The Doors) e “Sweet Dreams” (Eurythmics).

frontespizioMa la traccia più particolare è quella che dà il titolo al disco: “Roses of the Day”, una ricomposizione di “Experience no.2″ di John Cage. La cantante ci ha raccontato che l’editore dell’opera originale ha voluto pubblicare lo spartito di questa nuova versione. Con soddisfazione e orgoglio ci ha espresso l’emozione che ha provato nel vedere il proprio nome vicino a quello di John Cage, per di più in una pubblicazione Peters, sulle cui edizioni ha tanto studiato.

Nel concerto all’ArtRockMuseum l’artista ha suonato il pianoforte Steinway del 1878 che è presente a Palazzo Pepoli e per l’occasione ha preparato una performance ad hoc, adattandosi alle caratteristiche tecniche dello strumento. Lo spettacolo è stato arricchito dall’uso di iPad e loop station, in maniera da creare droni e reiterazioni sonore.

Per sapere altri particolari su Petrina e sul nuovo album potete ascoltare direttamente la sua voce ai nostri microfoni, qui sotto.

Andrea Lorenzoni (Twitter)

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