Peter Murphy: “Un nuovo album dal vivo nel 2017″

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25 ott. – “Questo tour darà vita a un nuovo disco dal vivo, che uscirà il prossimo anno”: Peter Murphy l’ha detto ieri pomeriggio, durante un’intervista a Maps che potete ascoltare in streaming qua sotto. Il musicista britannico, ex leader dei seminali Bauhaus, sarà domani sera al Locomotiv Club per la rassegna Murato, nella seconda data italiana del suo Stripped Tour. Una serie di concerti particolari, ha detto Murphy ai nostri microfoni: “Anche se non c’è un nuovo album da portare in giro, volevo suonare lo stesso per condividere il palco con musicisti che ho particolarmente apprezzato: saremo in trio, con violino e chitarre, per farvi ascoltare le mie canzoni in arrangiamenti che non sono semplicemente delle versioni acustiche o unplugged: ci sarà elettricità nell’aria e non sarà propriamente un concerto intimo, anche perché c’è comunque una dose di intimità nei miei live, che suoni davanti a mille o diecimila persone”.

Il suo ultimo disco in studio di Murphy, Lion, sarà incluso nella scaletta dello spettacolo, così come brani tratti dai primi dischi dei Bauhaus, che raramente si ascoltano live, o canzoni dei dischi solisti, compreso Love Hysteria. “Le canzoni mantengono la potenza che hanno nelle versioni originali”, ha assicurato il musicista: “La voce è in primo piano, al punto da raggiungere livelli operistici: è una sfida esporsi così ogni sera, in concerti che non hanno nostalgia né sono retrospettivi, per quanto ci siano canzoni nuove e di repertorio”. Ai nostri microfoni Murphy, interrogato sul possibile parallelo tra gli anni difficili che l’hanno visto nascere come musicista, a cavallo tra ’70 e ’80, e la crisi dei giorni nostri, ha detto la sua sulla Brexit: “Penso che sia una scelta molto preoccupante che riflette un crollo economico e sociale più ampio del mercato mondiale. Il progetto paneuropeo da un lato non ha funzionato, ma lasciandolo la Gran Bretagna non fa altro che isolarsi. Se si va ancora più a fondo nella questione e si viaggia nel Paese oltre Londra, si notano carenze economiche, problemi sociali, l’assenza di prospettive per i giovani. Tutto questo mi ricorda molto l’aria che si respirava nei primi anni ’80”.

 

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