Per tutti gli Omar del mondo

Cos’hanno in comune un immigrato del Bangladesh povero e integralista e l’onorevole  Fabio Garagnani? Sembra nulla, invece li uniscono molte cose.

Il nostro immigrato bangladese, che non degna le donne di uno sguardo e neanche dà loro la mano, sebbene venda fiori, capita che abbia un figlio, che va alle scuole medie e che legge un’enorme quantità di libri. Il ragazzino, chiamiamolo Omar, stravede per la cultura molto più dei suoi pari età indigeni, tutti playstation e cellulare. Inoltre pare anche (a detta dei suoi insegnanti) che abbia un’intelligenza non comune, particolarmente brillante.

Fosse nato benestante avrebbe sicuramente un radioso avvenire, purtroppo non è così: il nostro derelitto Stato Repubblicano non si occupa delle intelligenze autoctone, figuriamoci di quelle immigrate. Inoltre suo padre, l’anno scorso, ha imposto a Omar tre pomeriggi a settimana di scuola coranica.

Il rendimento scolastico di Omar è calato, il ragazzino è stanco. Le sue insegnanti sono frustrate perché il padre non ha intenzione, nè le risorse, per far andare Omar al liceo. Dunque scuola coranica e a lavorare, questo è il destino, sperando che succeda qualcosa che sovverta lo stato delle cose.

Si pensa al padre di Omar e si pensa subito il peggio: un integralista ignorante. Anche se lui qualche attenuante ce l’ha, dovendo mettere tutti i giorni insieme il pranzo con la cena, avendo 4 figli di cui uno gravemente handicappato. E magari pensa anche che sia quello il bene dei suoi figli.

Poi cambiamo pagina e ci spostiamo dalle  periferie dell’immigrazione all’alta borghesia nostrana. Incontriamo così, quasi per caso, una dichiarazione dell’onorevole Fabio Garagnani che – sempre vigile – tiene d’occhio i Presidi per quanto riguarda l’insegnamento della religione cattolica: “Mi auguro che le autorità scolastiche competenti vigilino attentamente sul comportamento dei dirigenti scolastici” – dice il nostro –  “la tradizione culturale cristiana ha permeato 2000 anni di storia europea ed italiana da tutti i punti di vista e la formazione delle giovani generazioni non può prescindere dalla medesima”.
E  conclude minaccioso: “In alcune scuole bolognesi, però, si e’ diffusa negli ultimi anni la tendenza a concepire l’insegnamento di questa disciplina come un generico insegnamento delle religioni che a volte sconfina in un generico approccio umanitario: e’ bene rammentare che il Concordato e le interpretazioni ministeriali a mie interpellanze hanno chiarito in modo inequivocabile la natura dell’insegnamento della religione cattolica apostolica romana.

Ecco dunque l’onorevole e il papà di Omar andare serenamente a braccetto. Sembrano tanto diversi ma in realtà sono uguali: ambedue convinti che il bene supremo dei ragazzi non sia avere una scuola migliore e bravi insegnanti, non sia il sapere, lo spirito critico e l’esercizio del libero pensiero ma l’indottrinamento rigido e pedissequo dei precetti religiosi, al fine di far diventare i ragazzi, auspicano loro,  valenti soldati delle rispettive fedi.

Speriamo ardentemente che una nuova epoca dei lumi si riaffacci presto e spazzi via questi personaggi e le loro antiche e terribili credenze. Per loro purtroppo non c’è più speranza, sono spacciati.  Facciamo invece il tifo per tutti gli Omar del mondo, chini obtorto collo sui sacri libri. Resistere significa, un domani, esistere.

Paolo Soglia

Tag

Un commento

  1. Comment by Enrico on 01/09/2010 at 15:39

Allowed HTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Get the Flash Plugin to listen to music.