Commissariata Sel Bologna. “Ora alternativi al Pd”

sel-bandiereBologna, 10 dic. – Lo scontro infinito tra le due anime di Sel, quella pro Pd e quella che con i democratici vuole rompere, alla fine viene risolto a Roma. Se fino a ieri il gruppo di Martelloni, Basile e La Torre si autoconvocava nonostante la contrarietà della coordinatrice bolognese Egle Beltrami, fino a prova contraria espressione formale della linea del partito sotto le Due Torri, da oggi le cose cambiano. A decidere la svolta la presidenza nazionale di Sel, riunitasi a Roma per discutere tra le altre cose della situazione alleanze nelle città. E la decisione è arrivata su proposta diretta di Nichi Vendola e con una sola astensione. Che la linea pro Pd di Beltrami (e del consigliere comunale Lorenzo Cipriani) non fosse quella scelta a livello nazionale dal gruppo dirigente era cosa risaputa e per altro già ribadita tempo fa dal coordinatore Nicola Fratoianni. Questa volta però c’è stato un passo ulteriore, con un commissariamento deciso in base all’articolo 21 dello statuto che prevede la possibilità di rimuovere i dirigenti locali in caso di “di violazione delle norme” o “di impossibilità di esercitare le funzioni da parte dell’organismo dirigente”.

La risposta della coordinatrice Beltrami al commissariamento è stata praticamente immediata. In una lunga lettera Beltrami ha rassegnato le dimissioni, promesso di continuare la battaglia politica dentro al partito e denunciato “le continue forzature portate avanti da un gruppo, minoritario, di compagni e compagne, le ripetute violazioni delle nostre regole democratiche, le ingerenze continue e la delegittimazione della nostra Assemblea Federale da parte del coordinamento nazionale di Sel hanno completamente demolito ogni proposito unitario e reso il percorso costruito un campo minato impraticabile”. “Sono saltati – scrive l’ormai ex coordinatrice – tutti i ruoli e i normali legami tra compagni che si riconoscono membri di un qualcosa di più grande dei propri destini personali”.

“Un’imposizione dall’alto, una scelta folle che arriva senza spiegazioni, come un post sul blog di Beppe Grillo”, attacca Beltrami.

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