People Mover. Processo rinviato al 16 aprile

Bologna, 9 apr. – Ha preso il via oggi il processo sull’appalto del progetto People Mover a Bologna. Imputati a vario titolo per abuso di ufficio e turbativa d’asta sono l’ex sindaco Flavio Delbono, l’ex assessore al Bilancio, Villiam Rossi, il presidente del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina e l’ex presidente dell’azienda di trasporti Atc, Francesco Sutti e tre dirigenti comunali.  Al centro dell’indagine dei Pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio c’è l’accordo tra Ccc e Atc, stipulato dopo l’appalto del People Mover, per cedere la gestione e quindi l’assunzione dei rischi ad Atc (società a capitale pubblico) nel caso in cui il progetto non si fosse autofinanziato.

Il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Grazia Nart è stato rinviato al 16 aprile per la decisione sull’istanza di costituirsi parte civile da parte del comitato No People Mover e dell’associazione ‘Primavera Urbana‘. L’avvocato delle associazioni, Domenico Morace, ha argomentato in aula la richiesta, cui si sono opposti i difensori degli imputati.

“Non conta la natura dei reati contestati, ma il fatto che è stato leso un principio che l’associazione difende per statuto e cioè la salvaguardia dell’ambiente. E’ indubbio che il People Mover abbia un grande impatto ambientale”. Il legale ha aggiunto che il “grande assente” è il Comune di Bologna, identificato dall’inchiesta della Procura come parte offesa e che però non si è costituito parte civile. “L’unica che rappresenta i cittadini di Bologna è l’associazione”, ha detto. Prima dell’udienza un gruppo di manifestanti ha presidiato l’ingresso del palazzo di giustizia, con striscioni contro l’opera.
All’esterno del tribunale si è tenuto un presidio di protesta, che esponeva lo striscione “Ci sarà Certamente il Carcere”, che fa il verso alla sigla Ccc al centro delle accuse.

 

 

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