People Mover. Merola: “Ci dicano presto se è illegittimo”

Bologna, 4 gen. – La magistratura dica in tempi rapidi se il People Mover è illegittimo o meno. Perché, senza una sentenza, il Comune di Bologna è costretto a far rispettare il contratto e andare avanti con l’opera. È con “un po’ di insofferenza”, come dice lui stesso, che il sindaco Virginio Merola commenta questa mattina il nuovo fascicolo aperto dalla Procura sul People Mover. I cantieri della monorotaia tra stazione e aeroporto “vanno avanti- spiega Merola- mano a mano che si rispettano disposizioni contrattuali. L’iter è avviato”.

All’inchiesta sul bando di affidamento dell’opera (che vede a processo tra gli altri anche l’ex sindaco Flavio Delbono), ora però se ne aggiunge una seconda per presunte irregolarità sullo sblocco dei cantieri. E su questa indagine, “mi viene da dire una cosa, riflettendo un po’ con calma- afferma il sindaco- vorrei che un giorno qualcuno ci dicesse, invece di lasciarci in mezzo a queste cause ed esposti, se quest’opera è illegittima. Ce lo dicano in fretta, così non abbiamo più il problema di pagare penali alla controparte che ci fa causa se non adempiamo al contratto”. Merola ne parla in mattinata, prima della commemorazione dei tre carabinieri uccisi dalla banda della Uno Bianca al Pilastro. Alla cerimonia è presente anche il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Ma sindaco e pm, pur incrociandosi, non si salutano. “È mai possibile- insiste Merola- che non ci sia nessuno che ci dica che l’opera è illegittima, così noi siamo fuori dal problema delle cause dei primi arrivati, o dobbiamo sempre prenderci le botte da tutti e stare in mezzo col cerino acceso?”.

Se il People Mover venisse dichiarato illegittimo, sottolinea il sindaco, il Comune sarebbe “meglio tutelato” con il concessionario dell’opera. Ma “allo stato attuale dei fatti, non esiste la possibilità di revocare il contratto se si rispettano le adempienze”. Dunque, manda a dire Merola, “come al solito piena fiducia nella magistratura. Ma decidete in tempi ragionevoli“, perché ad oggi “ci mettono nelle condizioni di essere tra l’incudine e il martello, dove uno fa l’esposto, l’altro fa causa e la magistratura indaga. Ma noi abbiamo un contratto ed e” certo che lo facciamo applicare. Ma sulla legittimità o meno dell”opera sarebbe bene pronunciarsi in tempi ragionevoli. Non posso disdire un contratto perché c’è in corso un’inchiesta”. Insomma, insiste Merola, “fino a sentenza definitiva o alla prima sentenza non ha strumenti giuridici come Comune per autotutela”. E ammette: “C’è un po’ di insofferenza rispetto ai tempi. Noi abbiamo applicato tutte le norme che dovevamo, quindi siamo tranquilli su questo. Non sono tranquillo sui tempi. Se a febbraio ci sara’ la sentenza sui nostri predecessori, vediamo se finalmente si trova un punto fermo”. Il sindaco non nasconde le critiche. “È un modo di amministrare la giustizia che confligge con l’operatività delle istituzioni. Qualcuno dovrebbe interrogarsi su questi eterni tempi e sulle incertezze che creano. O e” un problema solo mio?”. Merola dice di non essere stato chiamato dalla Procura per questa nuova inchiesta. “Non ho bisogno che mi contattino, ma che si pronuncino- insiste il sindaco- sul Civis siamo andati avanti 4-5 anni e ora sono tutti assolti. Se lo avessimo saputo prima, avremmo avuto meno problemi dal punto di vista operativo”. Si tratta di un “ragionamento di buon senso- conclude Merola- ma siamo ridotti a questo”.

(Dire)

 

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