People mover e passante nord. Cgil Bologna dice sì “per uscire dalla crisi”

Bologna, 1 giu. – “Serve l’intervento pubblico” per rimettere in moto l’economia, anche con “l’avvio delle grandi opere infrastrutturali“. E’ la direzione indicata dal segretario della Camera del lavoro di Bologna, oggi ai nostri microfoni dopo i primi due giorni di Idee al lavoro, fino al 7 giugno al parco delle Caserme rosse.

“Non siamo innamorati di queste opere”, ammette Maurizio Lunghi, che però dice sì al people mover e al passante nord, perché “per vincere la sfida del sistema globale” aiuterebbero a rendere il territorio “appetibile” agli investimenti esterni e consentirebbero a chi vi opera di far girare merci e persone.

I collegamenti tra aeroporto, stazione, fiera e Fico, per Lunghi, diventano “strategici“, come pure il completamento del sistema ferroviario metropolitano. Quanto al passante nord, il numero uno della Cgil di Bologna taglia corto: “Una risposta ci vuole per decongestionare il traffico” , che sia il passante nord o il vecchio progetto regionale di un tunnel sotto l’asse attrezzato.

Lunghi sollecita “una politica per lo sviluppo“, con investimenti che permettano di affrontare la “ripresa fredda” registrata da Ires-Cgil ad aprile. “Siamo di fronte a dati che dicono che la crisi non è alle spalle”, aggiunge il segretario e avverte che dal prossimo mese migliaia di persone rischiano di trovarsi senza sostegno al reddito anche a Bologna, se non sarà rifinanziata la cassa integrazione in deroga.

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