Pedone pestato. L’avvocata La Torre: “Il Comune si costituisca parte civile”

Bologna, 2 mar. – E’ stato aggredito da un automobilista mentre in compagnia della figlia stava attraversando la strada in piazza Trento e Trieste. E’ successo un paio di sere fa e Giovanni ne avrà per 28 giorni: un dito rotto e diverse le contusioni rimediate durante il pestaggio. Perché di pestaggio si tratta. “Ero andato a prendere mia figlia all’uscita del cinema- racconta intervistato da Trasmissione a catena -. Andiamo giù per via Guinizelli: alla fine del marciapiede ci sono le strisce pedonali che portano in piazza Trento e Trieste. Attraversiamo la strada perché non c’era nessuno e quando siamo a metà della strada vediamo arrivare a folle velocità un’auto da destra”. Giovanni racconta di aver fatto dei gesti verso l’auto per fari vedere. L’utilitaria però non accenna a diminuire la velocità e Giovanni trattiene la figlia e le evita di essere investita dall’utilitaria. A quel punto urla improperi all’indirizzo dell’automobilista. Quest’ultimo ferma l’auto, scende e va incontro a Giovanni e la figlia che avevano raggiunto il marciapiede. “Ho pensato venisse a scusarsi” racconta Giovanni che però ha frainteso le intenzioni dell’automobilista. Il quale, secondo il racconto che Giovanni ha fatto, lo aggredisce subito: “Con una mossa di judo mi ha buttato a terra e poi ha iniziato a riempirmi di calci“. Durante il parapiglia Giovanni rimedia la rottura di un dito della mano e diverse contusioni giudicate guaribili in 28 giorni. “E’ assurdo venire pestati per un ‘vaffanculo'” dice Giovanni.

      Giovanni

Io sto andando in questo momento a sporgere denuncia per conto di Giovanni” spiega l’avvocata Cathy La Torre. “E’ un fatto di una violenza inaudita” dice l’avvocata che chiama in causa anche il Comune: “Chiediamo al Comune di Bologna di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale. Se infatti l’assessore Irene Priolo ci rammenta che gli automobilisti non sono tutti brutti e cattivi, quelli che si macchiano di reati gravissimi si meritano che la Città gli ricordi che Bologna non è questa roba qua! Perciò a Questura e Comune chiedo risposte concrete: per Giovanni, per sua figlia, per i 25 pedoni e ciclisti investiti e morti nel 2015 a Bologna”.

      La Torre

LA torre

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