“Idea superata”. Merola archivia il Passante Nord e rilancia il tram

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Bologna, 11 nov. – “Il passante nord è passato”. Dopo lo stop dei sindaci di ieri sera, oggi è toccato a Virginio Merola sotterrare una volta per tutte la grande opera. Un uno-due che ha messo definitivamente fuori gioco un’infrastruttura su cui si discuteva da 15 anni e che fino a poco tempo fa, nelle dichiarazioni del presidente della regione Stefano Bonaccini, era inserita tra quelle di “strategica importanza” per il futuro dell’Emilia-Romagna. Le cose però sono cambiate, ieri sera la lettera firmata da 9 dei 10 sindaci della provincia interessati dal passante ha stoppato per l’ennesima volta l’infrastruttura e aperto all’alternativa – e cioè il potenziamento della tangenziale bolognese – il tutto con l’assenso dei vertici del Pd compreso il segretario provinciale Critelli.

Oggi in conferenza stampa Merola ha detto che il passante alla città metropolitana non interessa più, e che il miliardo e 300 milioni già stanziati per l’opera dovranno essere utilizzati per ampliare l’autostrada e la tangenziale di Bologna che corrono parallele. Un’opera dal costo, dall’impatto e dai tempi di realizzazione decisamente inferiori al passante nord.

 

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In giornata è stato diffuso un comunicato dell’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini , che fino all’ultimo ha tentato – inutilmente – di convincere i sindaci sul Passante. Donini parla dell’opera come di un’infrastruttura che “mantiene grandi criticità ed un impatto ambientale significativo”, e fa presente come non si possa allargare la tangenziale – la soluzione prospettata dai sindaci – senza prima realizzare anche un intervento autostradale sull’A14, possibilmente con la banalizzazione del tratto urbano dell’A14 in corrispondenza dell’aeroporto. Anche questa (cioè l’uso gratuito per i cittadini di tutte le corsie per gli spostamenti interni), è un’idea di cui si parla già da anni e anni. L’ampliamento dell’A14, sottolinea Donini, sarebbe l’unico modo per non perdere il finanziamento previsto. Se questa soluzione, scrive Donini, “si rivelasse efficace, più sostenibile e meno costosa del Passante, sarei pronto a sostenere tale progetto”. Sull’ipotesi c’è un ok di massima da parte del ministro Graziano Del Rio e un dialogo positivo con Società Autostrade, ha detto Merola. Parte del miliardo e 300 milioni stanziati per il passante potrebbero essere infine utilizzati per riportare il tram in città. Un modo anche per garantire a Fico un mezzo di collegamento ad hoc invece delle semplici navette per ora previste

“A distanza di 52 anni dall’addio all’ultima corsa, c’è la volontà di riportare a Bologna un sistema tramviario, che, sfruttando il corridoio a fianco della linea ferroviaria di cintura, possa servire in particolare Cnr, Tecnopolo, Regione, Fiera, Pilastro, Caab/Fico, e le nuove aree di sviluppo urbanistico previste a nord-ovest”, ha detto l’assessore alla mobilità del Comune di Bologna Andrea Colombo

 

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Ipotesi che non convince i costruttori di Ance: “non ci sono alternative al passante nord”, dice il presidente di Ance, Luigi Amedeo Melegari. Sull’archiviazione del passante nord infuria la polemica polemica. Esulta la parte filo-pd di Sel “é la dimostrazione – dice la coordinatrice bolognese di Sel Egle Beltrami – che i buoni governi locali incidono anche nel cambiare scelte che sembravano inamovibili”. Critiche invece dal Movimento 5 Stelle, altra forza che si è sempre opposta al passante nord: “Dopo cinque anni in cui ci hanno trattato da populisti, demagoghi e ignoranti – dice Massimo Bugani – oggi il Pd sposa almeno a parole le nostre proposte sulla mobilita”. Durissima Confindustria che parla di scelta dovuta a “logiche politiche e di consenso elettorale”, e critica il fatto che la decisione sia stata presa dai soli “sindaci antagonisti”, questa la definizione usata dagli industriali, con esclusione degli altri sindaci dell’area metropolitana. Sul punto interviene anche il Pd di Imola, che ha appena perso il vicesindaco metropolitano, il primo cittadino di Imola Daniele Manca, e attacca Merola e gli altri sindaci. “Una decisione presa in solitaria dai nostri amici bolognesi”, dice il segretario Pd di Imola Marco Raccagna  che giudica la scelta di non fare più il passante come “incoerente rispetto a quanto fatto fin qui dal Pd e dalle istituzioni”. E infine c’è il sindaco di Castenaso Sermenghi, da sempre contrario al passante ma non uno dei firmatari della lettera dei 9 sindaci, che sulla questione annuncia una commissione d’inchiesta in città metropolitana.

I dati e le analisi della Città Metropolitana. A Palazzo Malvezzi si ragiona che il nuovo progetto costerà meno degli 1,3 miliardi di euro stimati per il Passante e che, soprattutto, i lavori dureranno fra i tre e i cinque anni. Prima di vedere il Passante nord realizzato, invece, in Città metropolitana si stimano almeno 10 anni di attesa. Oltretutto il progetto, così come studiato da Autostrade, “è completamente diverso dall’idea del 2004” e si stima un passaggio di circa 40.000 veicoli, mentre “per la Nuova Bazzanese– fanno il raffronto a Palazzo Malvezzi- la stima è di 60.000 veicoli al giorno“, per un’opera che costerà 52 milioni di euro per tre anni di lavori. I costi del Passante nord, invece, potrebbero lievitare almeno fino a 1,5 miliardi di euro per effetto delle opere compensative e di mitigazione chieste dai territori (“Le stesse dal 2004 a oggi, nessuno ha giocato al rialzo”, ci tengono a precisare i sindaci), che però non sono state accolte nel progetto preliminare presentato da Società Autostrade.

Nel territorio di San Lazzaro, ad esempio, era stata chiesta la realizzazione del terzo lotto della Lungosavena, che avrebbe permesso il collegamento anche a Fico. A Calderara di Reno, invece, dove il tracciato del Passante nord lambisce il centro abitato, oltre allo spostamento del casello era stata chiesta anche la realizzazione dell’intermedia di pianura, per alleggerire il traffico verso Bologna e l’aeroporto. Il Comune di Argelato, invece, aveva chiesto un tunnel di due chilometri per attraversare il centro abitato. Nel progetto, invece, Autostrade, ha previsto un bypass sotterraneo di 450 metri più un tratto in trincea. A Zola Predosa, infine, l’opera passerebbe vicino a Palazzo Albergati, attraversando quindi una zona di pregio. Ma il nodo più arduo da sciogliere è emerso solo nelle ultime settimane. Nel progetto preliminare, infatti, non è più prevista la banalizzazione del tratto della A13 fino all’Interporto. Questo ha fatto sorgere un problema nell’intersezione del Passante nord con la A13 e la realizzazione del relativo casello, obbligando i tecnici di Autostrade a disegnare un tracciato che finisce per passare a ridosso del centro abitato di Granarolo. Problema che prima non c’era, perché appunto era prevista la banalizzazione della A13 fino a Interporto. I correttivi chiesti dai sindaci avrebbero complicato ulteriormente la progettazione, allungando i tempi e facendo lievitare i costi dell’opera. Questo ha convinto la Regione a cambiare strada. Viale Aldo Moro chiederà dunque ad Autostrade uno studio di fattibilità sull’allargamento sia dell’autostrada sia della tangenziale (una corsia in più per entrambe). Più cauta invece la Regione sull’idea del tram fino al Caab, che è un passo successivo all’ok da parte di Autostrade al progetto alternativo al Passante nord.

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