Passante. I comitati per il ‘no’ presentano il contro-rapporto: “E’ dannoso e inutile”

passante di bolognaBologna, 17 feb. – Un dossier di 56 pagine (pieno di dati, cartine, foto, tabelle e considerazioni ‘allarmate’) per dimostrare come il Passante di mezzo sia “un’opera che ci è stata contrabbandata come soluzione a molti mali della città” quando invece è “inutile, perché insufficiente a risolvere la congestione del traffico; dannosa, perché fortemente impattante sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini; anacronistica, perché procede in direzione opposta a quello che ormai da almeno trent’anni si fa in tutto il mondo in situazioni analoghe”. Un contro-dossier che fa a pugni con i dati e gli studi presentati dalle istituzioni, che hanno assicurato una diminuzione delle emissioni del 40% una volta che il passante sarà in esercizio.

Passante di Bologna. Tre anni di cantieri e una promessa: -40% di smog

Il contro-dossier è stato prodotto dal coordinamento dei comitati contrari al Passante e dall’Associazione dei cittadini per la mobilita sostenibile (Amo Bologna)  sintetizzando “tutte le argomentazioni” contro la realizzazione dell’allargamento di tangenziale-autostrada nonché le critiche al cosiddetto percorso partecipato”. E’ uno sguardo critico e appunto allarmato, ora pubblicato su internet, per spiegare ai cittadini perché “si ritroveranno a vivere in un’area più inquinata, più caotica, con periferie sempre più separate dal contesto urbano e sempre più degradate”.

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“Passante di Bologna, ecco perché i conti non tornano”

Il rapporto si apre con brevi cenni storici sullo sviluppo del nodo autostradale-tangenziale di Bologna “da cui si evince chiaramente come, dopo una discussione durata 13 anni”, in quattro mesi scarsi “è spuntata dal nulla la soluzione del potenziamento in sede”, poi esposta con “un percorso di propaganda della decisione già presa”. E a chi doveva essere informato è stata lasciata solo “la possibilità di esprimersi soltanto su aspetti marginali dell’opera”. Il dossier inizia poi a fare a pezzi gli aspetti trasportistici “rilevando come la promessa del progetto di migliorare i livelli di congestione della tangenziale sia del tutto infondata: previsioni di traffico non aderenti alla realtà, sottodimensionamento delle sezioni stradali, colli di bottiglia e il fenomeno del traffico indotto lasciano prevedere facilmente che il potenziamento non eliminerà, anzi probabilmente aggraverà i livelli di congestione”. ‘Smontate’ anche le previsioni sull’inquinamento atmosferico che è “abbondantemente sottostimato: un progetto che a fronte di un aumento del traffico in tangenziale del 25% promette una diminuzione dell’inquinamento fino al 40% può essere meglio classificato come letteratura fantasy che come analisi scientifica”. Così come sottovalutato sarebbe l’impatto dei cantieri. Soprattutto però c’è l’accento su una “opera micidiale per la salute umana”: l’effetto “più devastante del potenziamento”. In sostanza, il traffico aumenterà, anche quello indotto (e più del 35%), ma senza alcuna fluidificazione degli spostamenti: “Al contrario contrario, la congestione del sistema è destinata ad aumentare, sia per l’aumento del traffico, sia per la riduzione delle corsie a 3,50 metri che riduce la capacita’ complessiva del sistema”. Risultato? Più smog, “con gravi conseguenze sulla salute umana”.

In sintesi, dice il dossier, “ci troviamo di fronte a un progetto che non risolve il problema che si propone di risolvere (la congestione del nodo di Bologna), anzi lo aggrava e espone la popolazione residente a rischi gravi per la salute”. C’e’ poi un capitolo che descrive come e perché il Passante e’ “in aperto contrasto con gli strumenti di pianificazione locale e regionale vigenti all’epoca dell’accordo del 15 aprile 2016”. L’ultimo capitolo, infine, “elenca alcune delle opzioni alternative inutilmente presentate in sede di confronto pubblico, dove non e’ mai stato possibile mettere in discussione l’opera in progetto, come invece si fa normalmente in tutti i percorsi partecipativi autentici”. Ovvero, tra gli altri: Sfm, intermodalità e mobilita’ dolce, ma anche Passante Sud e Passante Est-Ovest (che avrebbe il pregio di non aver impatto paesaggistico, senza consumo di suolo, neutralizzando l’inquinamento e con un costo chilometrico e’ oggi competitivo con quello di analoghe opere di superficie nelle pianure della stessa area).

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