Passante. Enti locali contro il Governo: “L’opzione zero non è possibile”

Bologna, 3 ago. –  “Discutere di banalizzazione e di terza corsia dinamica significa che non era vera l’idea secondo cui la tangenziale non si dovesse ampliare”. Il sindaco Virginio Merola ha ribaltato così le ipotesi studiate dal Governo in alternativa al Passante. Alternative fuori discussione per tutti gli enti locali – Comune, Città Metropolitana, Regione – e che comunque non sarebbero attuabili “senza lavori e ampliamenti in sede”, esattamente come previsto dal progetto Passante. Proprio l’ultima proposta avanzata, quella della “terza corsia dinamica”, spiega Merola, implicherebbe infatti un “allargamento dei 17 svincoli esistenti” per motivi di sicurezza. “La vera novità è che stanno prendendo atto che l’opzione zero non è possibile”, perciò “quanto sostenuto in campagna elettorale è una bufala”.

      Virginio Merola Passante

La sede ufficiale nella quale discuterne sarebbe la Conferenza dei servizi, ma nelle ultime settimane il dialogo è stato condotto al di fuori e solo tra due interlocutori, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e società Autostrade. Gli enti locali, che siederebbero al tavolo, sono in attesa di sapere quindi la data in cui saranno convocati, soprattutto a fronte dell’ulteriore rinvio della Conferenza fissata inizialmente il 13 settembre. “Chiediamo al Governo di uscire dalla clandestinità”, ha commentato l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, che ha quantificato questa attesa in un danno pari ad “almeno 100 milioni all’anno”. Regione e Comune rimangono allineati sulla stessa posizione, bocciando qualsiasi ritorno dei progetti Passante Nord e Sud, sui “non si torna indietro”.

      Raffaele Donini Passante

Non si è fatta attendere nemmeno la risposta, durissima, del presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha incontrato ieri il sottosegretario Michele Dell’Orco in occasione del 2 agosto. “Apprendere per caso che si possa rinviare ulteriormente la conferenza dei servizi a me pare una cosa clamorosa dal punto di vista istituzionale”, ha tuonato. “Questo nodo bolognese ha bisogno di avere un suo ampliamento, altrimenti noi rischiamo un danno all’economia e al turismo molto pesante”.
Ma nonostante tutto il Ministero sembra non muoversi dalle proprie posizioni, tornando ad illustrare in una nota le ipotesi contestate da tutti gli enti locali e confermando come sia “naturale sospendere la conferenza dei servizi per costituire un tavolo tecnico di confronto e ragionare su possibili correzioni”. A data da destinarsi.

      Stefano Bonaccini Passante

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