Partono i cantieri del People Mover. Primi passeggeri nel 2019

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Da sx Andrea Colombo, Virginio Merola, Raffaele Donini e Rita Finzi

Bologna, 31 ott. – Partono i lavori per la realizzazione del People mover, la monorotaia veloce che collegherà aeroporto e stazione di Bologna. Le attività propedeutiche sono già state avviate e riguardano l’acquisizione delle aree, la picchettatura e la bonifica degli ordigni bellici. Il cantiere apre oggi al Marconi e contemporaneamente in altri sei punti fino all’area Lazzaretto. Ieri infatti Marconi express, la società che realizzerà e gestirà l’opera, ha preso in consegna le aree e quindi, di fatto, il cantiere è partito. I lavori saranno completati in 36 mesi, entro ottobre 2018. Seguiranno quattro o cinque mesi di pre-esercizio, prima di aprire al pubblico nel 2019.  Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa a Palazzo d’Accursio il sindaco Virginio Merola insieme all’assessore alla Mobilità del Comune, Andrea Colombo, all’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, e alla presidente di Marconi Express, Rita Finzi.

L’ultima parte del cantiere, quella nelle aree ferroviarie, inizierà tra 11 mesi, perché si devono attendere i lavori di rimozione delle interferenze da parte di Rfi. Con il Marconi sono stati definiti i mesi di lavoro e quelli di pausa, per non disturbare il traffico aereo. “Abbiamo tempi molto rigidi e non ci possiamo permettere ritardi”, avverte Finzi.

No People Mover chiedono il sequestro cantieri

L’ipotesi prolungamento. Il Comune di Bologna è già al lavoro per studiare come allungarlo fino alla Fiera e al Caab, in vista della realizzazione del progetto Fico. “Stiamo preparando un piano di fattibilità per altri collegamenti”, conferma il sindaco Virginio Merola, questa mattina in conferenza stampa a Palazzo D’Accursio. Uno studio che comprende anche il People Mover. “Si tratta di arrivare al Caab attraversando la Fiera e il Tecnopolo”, sottolinea Merola, quindi bisognerà analizzare i flussi dei passeggeri. L’idea piace a Marconi Express, la società che ha l’incarico di realizzare e gestire il People Mover tra stazione e aeroporto. Un allungamento, secondo la presidente Rita Finzi, sarebbe fattibile. “Sì, io credo che si possa fare- commenta Finzi- ma non riguarda la nostra società, perché noi ci occupiamo della prima tratta. Questo è il contratto in concessione e il suo equilibrio lo trova con questi passeggeri che arrivano dall’aeroporto alla stazione”. In ogni caso, conferma Finzi, allungare il People Mover fino al Caab “penso che sia possibile e penso anche sia un sistema corretto, veloce e disancorato dal traffico, come in tante altre città sono serviti luoghi così particolari dove devono arrivare tante persone”.

Gli investimenti. Per il People Mover sono stati investiti 115 milioni di euro, di cui 30 da parte dei soggetti pubblici (27 milioni solo la Regione), 37 milioni dai soci di Marconi Express e 48 dalle banche (meno del previsto). “Stiamo chiudendo con il pool di finanziatori bancari”, spiega Finzi, di cui fanno parte Unipol Banca, Unicredit, Bper, Emil Banca, Banca di Bologna, Banca Interprovinciale e la Banca popolare di San Felice. Il riequilibrio della concessione è stato raggiunto con un contributo di 5,5 milioni di euro da parte di Rfi (ma anche il Marconi ha aumentato il suo finanziamento fino a 15 milioni), con l’aumento del biglietto a 7,5 euro (la mezza tratta fino al Lazzaretto costerà però 1,5 euro) e con l’allugamento della concessione da 35 a 40 anni. La data prevista per la fine dei lavori è il 31 ottobre 2018, mentre la fine del pre-esercizio è programmata per il 15 marzo 2019. La concessione terminerà il 3 giugno 2049. Marconi Express calcola che il People Mover trasporterà 560 persone per direzione all’ora, circa tre milioni di passeggeri all’anno, a fronte di una domanda stimata nel 2019 di 1,2 milioni di passeggeri. In otto minuti la navetta coprirà la distanza tra il Marconi e la stazione centrale. Oltre alla stazione Lazzaretto, dove avverrà l’incrocio dei treni e dovre avrà sede sia l’officina di manutenzione sia il comando operativo dell’intero sistema (la navetta è senza guidatore), sono previste due opere di rilievo: il ponte di scavalcamento dell’autostrada, “che ha una luce di 100 metri ed è stato disegnato dall”architetto Iosa Ghini”, e il sottopasso della linea ferroviaria Bologna-Padova, in tunnel, realizzato con la tecnologia dello spingitubo.

“Le opere civili sono estremamente semplici”, assicura Finzi. Si tratta di un cantiere lineare di cinque chilometri, lungo cui verranno piantate 125 pile di calcestruzzo pre-confezionato, a una distanza di circa 40 metri l’uno dall”altra. Sulle pile sarà poi appoggiata una trave metallica pre-assemblata e stoccata lungo il cantiere. I movimenti di terra saranno “molto ridotti” e gli scavi puntuali, solo per le fondazioni delle pile. Più complessa invece la tecnologia, tanto che Marconi Express si doterà di un ente terzo per il monitoraggio e l’avanzamento dell’opera e per il controllo dell’interfaccia tecnologica. In questo modo si conta di evitare ritardi e contenziosi col fornitore, l’azienda svizzera Intamin, che è specializzata in attrezzature per il trasporto urbano ma anche in attrazioni per i parchi di divertimento (come le montagne russe). Sul cantiere del People Mover è prevista la presenza costante della commissione ministeriale di sicurezza, che “ha già dato un parere positivo preliminare sul progetto e l’opera” e che, nei prossimi mesi, farà visita agli stabilimenti di produzione della navetta, a Budapest (la realizzazione delle carrozze inizierà a metà dicembre). Nei mesi centrali di massima produzione, si stima che verranno impiegate contemporaneamente circa 200 persone lungo tutto il cantiere. La firma della concessione risale al 2009 e nel 2010 nasce Marconi Express, mentre a ottobre dello stesso anno si chiude la Conferenza dei servizi. Il progetto esecutivo è stato approvato dal Comune di Bologna nel 2012. Nel frattempo, sia la Corte dei Conti sia la Procura hanno aperto un’inchiesta per irregolarità nel bando. A processo sono andati l’ex sindaco Flavio Delbono, il presidente del Ccc Piero Collina e l’ex numero uno di Atc, Francesco Sutti.

Dal 2012 a oggi, Comune e Marconi Express hanno lavorato per ritrovare l’equilibrio economico e finanziario dell’opera, in seguito alla crisi e alle richieste di variante in area ferroviaria. “Abbiamo fatto una revisione attentissima e abbiamo introdotto anche dei miglioramenti”, assicura il sindaco. E oggi si parte con i tre anni di lavoro programmati. “Questo è un mandato del fare”, rivendica Merola, citando tra gli altri i milioni investiti in questi anni in cultura, turismo e promozione della città, ma anche progetti avviati come l’ex Staveco, la realizzazione della tangenziale delle biciclette, i cantieri BoBo e lo sblocco del nodo di Rastignano. “Di decisioni da prendere ce ne restava una, che oggi finalmente sblocchiamo- afferma il sindaco- i momenti difficili sono stati tantissimi, ma siamo andati avanti con tenacia e determinazione. Anche il Governo ci ha scippato i fondi europei, ma ringraziamo la Regione che ha mantenuto il finanziamento”. In questi anni, sottolinea Merola, “il turismo sta aumentando, siamo a +5%”. Inoltre, “sono 58 milioni i passeggeri dell’Alta velocità e Bologna è sempre più al centro delle relazioni col mondo, com’è giusto che sia. Quindi, per aumentare la competitività del nostro aeroporto, che aumenta sempre più i passeggeri ed è tra i primi in Europa come livelli di crescita, è indispensabile questa navetta veloce, che serve per migliorare l’accessibilità e l’attrattività del nostro territorio”

L’inchiesta e i No people Mover. “Rispettiamo il lavoro della magistratura e vediamo come finiranno tutte le indagini- afferma Merola- però è importante dire ai cittadini che questa Giunta non è coinvolta in nessuna indagine, se permettete. E quindi noi andiamo avanti sereni”. Sulla stessa linea si muove anche l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini. “Le responsabilità sono individuali- sottolinea- quindi esprimiamo totale fiducia nella magistratura, ma non entriamo nel merito dell’inchiesta. Noi ci occupiamo solo di progetti strategici per Bologna”. Il sindaco liquida con poche parole anche le proteste del comitato contrario al People Mover. “Questa è un’opera voluta da chi è stato eletto dai cittadini e me ne assumo tutta la responsabilità”, afferma Merola, che all’intenzione del comitato di bloccare i cantieri replica: “Minacciano un reato?”. E Donini aggiunge: “Sarà un problema di ordine pubblico”.

Il commento di Bonaccini. “E’ una delle priorità del nostro mandato: ci abbiamo sempre creduto, e facciamo la nostra parte. Parliamo di un’opera che assicurerà una competitività straordinaria alla città di Bologna, esaltandone la collocazione strategica: centro dell’Emilia-Romagna, crocevia dei traffici a livello nazionale e realtà sempre più proiettata verso ciò che è Europa e resto del mondo”. Queste le parole del presidente della Regione Stefano Bonaccini all’annuncio dell’avvio ufficiale dei lavori per il People mover. Per l’infrastruttura che a Bologna collegherà l’aeroporto Marconi con la stazione centrale (previsti 36 mesi di cantiere, con termine dei lavori a ottobre 2018 ed entrata in funzione della navetta nel 2019), la Regione interviene con uno stanziamento di 27 milioni di euro. Un’infrastruttura rapida, veloce e sostenibile, prosegue il presidente, “a servizio dell’aeroporto Marconi e della stazione dell’Alta velocità, che consentirà di trasportare in pochi minuti le persone che arrivano in entrambi gli hub, portali d’ingresso su Bologna e sulla città metropolitana e, al tempo stesso, a servizio dell’intero territorio regionale”.

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