Blu. Parte il boicottaggio alla mostra di Palazzo Pepoli

Bologna, 14 mar. – E’ prevista anche manifestazione contro la mostra Street art promossa dalla fondazione Genus Bononiae. E’ in programma per venerdì mattina 18 marzo alle 9, allo stesso orario in cui inaugurerà l’esposizione al centro delle polemiche e bersaglio della cancellazione dei murales fatta da Blu insieme ad attivisti di collettivi e centri sociali Xm24 e Crash.

L’evento è visibile su Facebook e si intitola “IO NON PARTECIPO alla mostra Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano”; finora persone hanno cliccato per dire che parteciperanno più di 2mila persone, altre 2mila hanno cliccato su un meno impegnativo “mi interessa”.
Sul blog di Blu dell’evento non c’è traccia, mentre i Wu Ming, che in questi giorni si son fatti voce della protesta, rispondo a chi chieda loro cosa intendano fare: “Non sappiamo chi l’abbia organizzato. Se son Rose… Che cento fiori sboccino.”

Il confronto intanto non si placa e il sindaco Virginio Merola invoca il dialogo. “Se non è stato avvisato Blu è stato fatto un errore” ha detto rispondendo alle domande dei cronisti. “Secondo me è bene anche discutere- continua Merola- se opere che sono nate per essere per strada devono per forza essere portate in un museo, così com’è bene discutere del fatto che chi realizza opere di questo tipo si aspetti da un giorno all’altro che vengano abbattute dal normale sviluppo di una città. Francamente è un dibattito un po’ inadeguato, quello che si sta sviluppando”. Allo stesso tempo: “Risolvere una situazione controversa annullando le proprie opere d’arte non mi sembra il massimo. Bisogna con il dialogo ricostruire il rispetto dell’artista”, in modo che questo “sia in qualche modo d’accordo se vengono usate le sue opere. Nello stesso tempo, bisogna comprendere che una situazione di scontro non risolve assolutamente nulla”. Insomma, “teniamo un po’ su questo dibattito, non riduciamolo ad una bega di condominio”, è l’appello di Merola che dice alle parti “tornate a parlarvi”. Forse pensando ci fosse stato un dialogo precedente.

Intanto l’assessore alla cultura della Regione Massimo Mezzetti, pur stigmatizzando l’atto di Blu, propone di creare un centro multimediale della street art. In qui quindi potrebbero confluire “tutti i materiali nei quali si sono espresse le controculture: fanzine, adesivi, manifesti, spillette, volantini, autoproduzioni di ogni tipo” e poi foto e video dei murales, senza strappi.  Un museo a cui sarebbero chiamati a collaborare gli artisti di strada.
La proposta è già stata presentata all’assessore comunale Davide Conte e al direttore dell’istituto Beni culturali dell’Emilia-Romagna, Alessandro Zucchini. Un proposta in stanby da tempo e che la polemica dei giorni scorsi avrebbe reso più concreta.

“Sulla bocca di tutti” ha dedicato un microfono aperto al dibattito sul caso, scoprendo che c’è ancora un pezzettino di Blu a Bologna, in zona Roveri.

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