Parco alla Caserma Sani. “Tanti annunci, ma ancora non si muove nulla”

caserma-sani-bolognaBologna, 29 dic. – Le demolizioni previste sono state fatte, i senza casa che ci vivevano sgomberati da tempo, l’area è stata messa in sicurezza e ogni notte la zona è monitorata da vigilantes privati. Eppure, nonostante tutti gli interventi, ancora non si sblocca la situazione all’ex Caserma Sani, un’enorme area compresa tra via Stalingrado, via Ferrarese, via Parri e l’ex Officine Casaralta. La proprietà, Cassa depositi e prestiti, ha annunciato di voler dare il via ad un concorso internazionale per ridisegnare l’area in accordo con le prescrizioni urbanistiche del Comune. Un concorso che porterà, il 30 luglio 2017, alla scelta di una serie di progetti per la rigenerazione urbana dei 108 mila metri quadrati. Nel frattempo però, aspettando il concorso e poi i lavori quando arriveranno, l’associazione Casaralta che si muove sta da anni chiedendo l’utilizzo temporaneo dell’area verde per creare un parco aperto a tutti gli abitanti del quartiere. Ormai quasi un sogno per l’associazione che nel frattempo non se ne sta comunque con le mani in mano, e si prende cura (tra i tanti progetti) di un triangolo verde accanto tra la ciclabile di via Ferrarese, proprio a ridosso del muro che chiude ai bolognesi l’accesso all’ex caserma. Un muro con ancora il filo spinato e i cartelli “Zona militare, limite invalicabile”.

Una discussione, quella per il riutilizzo temporaneo dell’area, che va avanti da inizio 2013, quando l’allora assessore all’urbanistica Gabellini parlò di “grosse novità senza precedenti”. Che però non sono mai arrivate. Nel frattempo l’ex caserma ha cambiato proprietario, dal demanio si è passati alla Cassa depositi e prestiti. Ma ancora la zona resta inutilizzata, nonostante ad esempio il sindaco Merola, durante la campagna elettorale, avesse annunciato un’iter spedito per l’utilizzo temporaneo. “Passate le elezioni voi diventerete quelli che per il Comune gestiscono l’area”, queste le parole del sindaco. “Merola ci disse che la convenzione sarebbe arrivata a luglio, evidentemente gli erano state rassicurazioni in questo senso ma, purtroppo, questo non è avvenuto”, racconta Valentino Marino dell’associazione.

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L’ex caserma Sani vista dall’alto

Già tre anni girava una bozza di accordo tra Cassa depositi e prestiti e l’associazione Casaralta che si muove”, spiega il presidente del quartiere Navile Daniele Ara. Secondo Ara tutto sarebbe già pronto per l’utilizzo temporaneo. “Gli ostacoli che via via sono sorti sono stati puntualmente superati”, “ma credo che ora siamo finiti in un mezzo ad un specie di conflitto istituzionale, se vogliamo chiamarlo così. Cdp – continua Ara – possiede diverse caserme su Bologna e vorrebbe trovare un accordo complessivo col Comune. Ho l’impressione che il blocco sull’uso temporaneo delle ex Sani sia legato anche ad un’altra caserma, e cioè alla caserma Masini“. L’area cioè occupata dal collettivo Làbas. “Non ho certezze e quelli sono tavoli che si fanno ad altri livelli rispetto al quartiere – continua Ara – L’impressione è che la questione Masini stia bloccando il progetto di uso temporaneo per la caserma Sani”.

Da tempo gli attivisti del collettivo Làbas stanno provando ad intavolare una discussione con Cassa depositi e prestiti, che controlla il fondo proprietario dell’ex caserma Masini in via Orfeo. Sull’occupazione pende infatti un decreto di sequestro.

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