Paolo Nori a Piper racconta il suo nuovo romanzo Undici treni

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22 feb. – Con gli anni, anche se lentamente, un’idea di trama sta facendo capolino nei romanzi di Paolo Nori. Il fenomeno è ancora in atto, ma se ne può intuire la presenza leggendo anche Undici treni. Uscito per i tipi di Marcos Y Marcos da circa un mese è l’ultimo romanzo in ordine di tempo licenziato da questo narratore parmigiano, ma residente a Casalecchio. E così, se il Nori “classico” scantonava dalla trama, non era l’elemento portante del suo affabulare, in Undici treni impone di non raccontare cosa accade al suo interno, appena dopo la metà della storia. Si può dire però che il personaggio principale sarebbe Augusto Stracciari – operatore di ripresa e proprietario della “To soréla entertainment” – che però non si chiama così. Stracciari “sarebbe il personaggio principale”, ma nel romanzo parla in assenza, attraverso file audio inviati ad Augusto Baistrocchi – a sua volta irregolare alter ego di Nori – il quale li trascrive e li chiosa con alcune note. E parla di tutto, del suo lavoro, dei suoi incontri, di una donna il cui nome richiama una regione dell’Asia minore. Con lei Stracciari ha avuto, ha e avrà a che fare. Più si va avanti in Undici treni, più si scopre che sto personaggio ha vari segreti, anche tragici. Da qui il suo monologo ondivago prende a strutturarsi in qualcosa che è una trama, per certi aspetti vicina ad elementi “neri”.
Di questo e di molto altro Nori parla ai microfoni di Piper con Sergio Rotino e Massimiliano Colletti.
Qui di seguito potete ascoltare l’intervista.

 

      Nori-Ed

Sergio Rotino

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