Osc2x: “Il rock è finito”. Il duo dal vivo a Maps

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9 giu. –  “La musica è la mia terapia quotidiana”. Così comincia l’intervista di Maps a Osc2x, nome d’arte scelto dal bolognese Vittorio Marchetti, ex componente degli Altre di B,  accompagnato in questa avventura dal batterista Luca Rizzoli, prima di salire la sera sul palco estivo del Covo Club. “Io e Luca abbiamo cominciato a suonare insieme in un gruppo rock, dieci anni fa“, ci racconta Vittorio. “Proveniamo dal contesto liceale delle salette bolognesi, nel decennio dell’hardcore post Blink-182. La saletta è il luogo in cui abbiamo incontrato la musica, ma l’epoca della condivisione sociale è ormai finita, come il rock”. La consapevolezza dei musicisti di vivere in un periodo di transizione musicale li ha condotti verso la pubblicazione di un disco d’esordio dalle sonorità distanti rispetto alla loro formazione. Under The Sun All Night Long, uscito l’anno scorso per il collettivo HMCF, unisce l’elettronica morbida, tipica di band quali gli Air, con un funk squadrato alla Prince e una volontà melodica molto pronunciata. “Il disco è una summa di tutto quello che ascoltavo durante la fase creativa. Un insieme di suoni differenti creati con un atteggiamento punk, di getto. Ma in due anni i miei gusti sono cambiati e per il prossimo disco sono orientato verso il jazz, con uno studio teorico più preciso”. Cresciuti circumnavigando la teoria musicale, i due musicisti decidono di spingersi oltre, comprendendo l’importanza e la serietà della scrittura. Cambiamenti che probabilmente riguarderanno anche la vena malinconica che invece scorre in Under The Sun All Night Long, in tracce come “Angela” e “Pah” che abbiamo ascoltato live nei nostri studi. “In questo disco ho riversato il malcontento che provavo in quel determinato periodo” ci spiega Vittorio. “Mi è servito a comprendere come, in realtà, sia giunto il momento di gioire delle piccole gioie che ci vengono concesse. Sono sì, una persona malinconica, ma adesso vorrei allontanarmene”.

Un percorso musicale che ha visto i due musicisti partecipare al talent show X-Factor: “Non è il nostro ambiente, ma volevamo capire cosa significava vivere quel tipo di esperienza” ci racconta Luca. “Se non si provano le cose, difficilmente se ne può parlare. Abbiamo visto cosa voglia dire arrivare là, su quel palco enorme carpendo sia gli elementi positivi, come il divertimento e la possibilità di incontrare tante persone, sia quelli negativi per le ragazzine di sedici anni, che sono soggette a una pressione psicologica incredibile”. Aspettative che crollano, genitori che caricano negativamente le proprie figlie, o i propri figli, che passano i giorni successivi a piangere. “Grazie anche a X-Factor mi sono reso conto dell’enorme gap generazionale che c’è tra me e i ragazzi più piccoli di soli tre/quattro anni” aggiunge Vittorio. “Prima il gap si creava almeno con dieci anni di distanza. Adesso non ho idea di cosa stia succedendo! Ma, rimane comunque un’esperienza divertente che rifaremo ancora!” aggiunge Vittorio.

Elena Usai 

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