Opificio Golinelli guarda al 2065. Un progetto da 30 milioni

golinelli

Bologna, 4 ott. – Taglio del nastro all’Opificio Golinelli in via Nanni Costa. La struttura, nata all’interno di una parte delle ex fonderie Sabiem, sarà la nuova sede della Fondazione Golinelli, in cui si svolgeranno laboratori e incontri di formazione sulla scienza, la tecnologia, l’educazione all’impresa.

Standing ovation per Marino Golinelli che, dopo aver investito 51 milioni nella sua Fondazione, lancia un progetto che vedrà investiti altri 30 milioni: Opus 2065. Un trust della durata di 50 anni, messo in piedi da un uomo che di anni ne ha 95.
“I 30 milioni di euro- spiega Golinelli- non saranno a disposizione sotto forma di donazione diretta, bensì attraverso il Trust Opus 2065, i cui guardiani avranno il compito di valutare nel tempo la coerenza delle azioni progettate e realizzate dalla Fondazione Golinelli” rispetto agli obiettivi stabiliti ora. “I manager di oggi saranno diversi fra vent’anni”, dice Golinelli, che proprio per questo ha studiato una forma che desse garanzia sul mantenimento del timone in una certa direzione e che assicurasse una continuità di intenti. L’imprenditore ha presentato lo ”schema” di Opus 2065 con al suo fianco Andrea Zanotti, vicepresidente attuale della Fondazione e “futuro presidente quando io non ci sarò più”, dice.

Il filantropo nel suo intervento ha ricordato la nascita della Fondazione: “La responsabilità sociale si è tradotta nell’obiettivo concreto di ridare alla società parte della fortuna che ho ricevuto”, indicando poi la costruzione dell’Opificio come “fase uno” del suo operato e come “fase due” quella del progetto Opus 2065.  “Ho deciso di mettere a disposizione queste risorse ulteriori per l’impegno futuro della Fondazione nell’ambito della formazione dei giovani e degli insegnanti, per la ricerca su campi futuribili del sapere e per supportare nuove attività imprenditoriali, con una ricaduta positiva attesa da questi investimenti sia per le persone coinvolte sia per la società”, ha spiegato Golinelli.

La struttura vede aree dedicate a fasce diverse d’età: per i più piccoli, dai 18 mesi ai 13 anni, è lo spazio chiamato “la scuola delle idee”, con uno scivolo rosso, una grande scalinata e spazi ricreativi colorati, dove durante l’inaugurazione i bambini si cimentavano nell’origami e nella costruzione di scatoline. Ai ragazzi dai 14 ai 19 anni è invece riservata l’area delle “scienze in pratica”, un laboratorio scientifico e tecnologico, con le attrezzature necessarie per veri esperimenti. La zona “giardino delle imprese” è dedicata ai più grandi, una scuola informale di educazione alla cultura imprenditoriale per ragazzi dai 13 ai 25 anni con percorsi negli acceleratori di impresa.  Attività formative verranno organizzate anche per gli insegnanti, all’interno del programma “educare a educare”, così come verranno organizzate manifestazioni all’interno dei programmi di Scienza in piazza e Arte, scienza e conoscenza.

All’inaugurazione erano presenti centinaia di persone, un flusso continuo all’ingresso. Tra loro il sindaco Virginio Merola, che nel suo intervento ha detto: “La partita da giocare è su questo tema, i nostri giovani, e come affrontare il tema dell’educazione alla conoscenza”. “Si è ricchi se si ridistribuisce il potere della conoscenza a persone che ne hanno bisogno per arricchirsi culturalmente”, ha concluso Merola, che si è commosso sul finale ricordando che la figura di Golinelli è la prova che “c’è ancora qualcuno che crede nel rispetto, nella stima e nell’amicizia reciproca”.
Anche il presidente della regione Stefano Bonaccini ha avuto parole di riconoscenza per l”imprenditore che ha dato vita alla Fondazione Golinelli e ora all’Opificio. “Se è vero che le capacità produttive stupiscono il mondo, tu hai fatto la scelta di investire sulla conoscenza e sul bene più prezioso che abbiamo, i nostri figli e i nostri nipoti”, ha detto il governatore dell’Emilia Romagna rivolgendosi al filantropo seduto in prima fila. E ancora, dopo aver ricordato la ”bufera” della crisi economica che ha messo a dura prova i cittadini e gli imprenditori di questa regione, Bonaccini ha concluso: “Gli aquiloni si alzano in cielo col vento contrario. In questi mesi qualche aquilone lo stiamo vedendo e il tuo è un bellissimo aquilone che hai regalato a questa città e a questa Regione, grazie”. L’ultimo intervento, quello conclusivo, era quello del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha richiamato le parole dello stesso Golinelli: “Immaginare il futuro dei giovani in un mondo sostenibile, qui c’è tutto il senso di questa iniziativa- ha affermato il ministro bolognese- Golinelli ha fatto un grande regalo alla città di cui fare tesoro, mettendoci anche molte risorse. Bologna gli sarà sempre riconoscente”.

I primi ad entrare nella struttura, sabato mattina, sono stati i ragazzi delle scuole con i loro insegnanti, alla presenza del linguista e accademico dei Lincei Tullio De Mauro, che nel suo intervento ha posto l’accento sui punti di forza della scuola italiana, e il comunicatore britannico Graham Brown-Martin. “La scuola a che cosa serve? Questa è una domanda, credo, che dovrebbe impegnare tutti noi, a partire dal sottoscritto, perché la scuola deve aiutare i giovani a immaginare il futuro di un mondo sostenibile- ha detto Golinelli- aiutare i giovani nella loro creatività, far emergere la passione di essere qui per vivere in un mondo sostenibile”. E ancora: “In tutti i giovani c’è sempre un potenziale” ha detto l”imprenditore-filantropo, coltivarlo “è il dovere di tutti noi, voi. E’ un problema di carattere eminentemente etico, che investe il senso di responsabilità. Con questi principi e con il supporto di quello che le tecnologie oggi possono dare ai nostri giovani”, ha aggiunto, occorre lavorare “per creare un mondo sostenibile per i futuri nostri figli”.

Per le prossime attività in programma sono già prenotati 4mila studenti e mille insegnanti.

Antonio Danieli, direttore generale della Fondazione Marino Golinelli

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